Sparatoria vicino alla Casa Bianca, colpiti due uomini della Guardia Nazionale

Sparatoria vicino alla Casa Bianca, colpiti due uomini della Guardia Nazionale

Link to Dopo l’attacco a Farragut West, la risposta politica accelera la militarizzazione. L'America sempre più somigliamte a quella inquietante di House of cardsDopo l’attacco a Farragut West, la risposta politica accelera la militarizzazione. L'America sempre più somigliamte a quella inquietante di House of cards

 

 

Due uomini della Guardia Nazionale  del West Virginia sono rimasti gravemente feriti in una sparatoria avvenuta nel primo pomeriggio nei pressi della Casa Bianca, all’ingresso della stazione della metropolitana di Farragut West, a pochi isolati da Lafayette Square. A riportarlo è il New York Times, che ha seguito l’evolversi degli eventi minuto per minuto attraverso aggiornamenti dal luogo dell’attacco.Secondo le autorità locali e federali, si è trattato di una “targeted shooting”, una sparatoria mirata. Il sospetto è stato arrestato e, secondo la polizia, avrebbe agito da solo. Il soggetto, che avrebbe aperto il fuoco improvvisamente contro i militari, risulta a sua volta ferito, anche se non è chiaro da chi sia stato colpito durante l’intervento delle forze dell’ordine.

Il capo ad interim della polizia metropolitana di Washington, Jeffery Carroll, ha dichiarato che l’attentatore ha girato l’angolo, ha alzato l’arma e ha fatto fuoco contro i soldati intorno alle 14:15. I due militari colpiti risultano in condizioni critiche, come confermato anche dal direttore dell’FBI Kash Patel.In un messaggio pubblicato sui social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si trovava in Florida per il periodo del Thanksgiving, ha definito l’attentatore “un animale” e ha assicurato che pagherà “un prezzo molto alto”. Il presidente ha inoltre espresso pieno sostegno alle forze armate e alle forze dell’ordine.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato che, su ordine del presidente, altri 500 militari della National Guard saranno dispiegati a Washington, dove sono già presenti oltre 2.000 uomini provenienti anche da altri Stati.Subito dopo l’attacco, la Casa Bianca era stata posta in “condition red”, ovvero in stato di massima allerta per minaccia immediata alla vita. L’allerta è stata successivamente ridotta a livello “orange” (alto rischio), mentre l’area attorno alla stazione Farragut West e all’incrocio tra 17th e I Street NW è stata completamente transennata.

La sparatoria è avvenuta in un clima già fortemente teso a Washington. Da agosto, infatti, migliaia di membri della National Guard pattugliano la capitale nell’ambito di una vasta operazione di sicurezza decisa dall’amministrazione Trump. L’iniziativa, motivata ufficialmente come parte di una strategia di contrasto al crimine, è stata però oggetto di forti contestazioni legali e politiche.

Solo la settimana scorsa un giudice federale aveva definito il dispiegamento «probabilmente illegale», sostenendo che trasformasse di fatto la Guardia Nazionale in una forza di polizia nazionale, in potenziale violazione del Posse Comitatus Act, una legge che limita l’uso delle forze armate in compiti di polizia sul territorio statunitense. Nonostante ciò, il giudice aveva sospeso l’ordine di ritiro per tre settimane, dando tempo all’amministrazione per presentare ricorso. La presenza dei militari in luoghi altamente frequentati — come stazioni metro e aree turistiche — rimane quindi uno dei temi più controversi della sicurezza pubblica americana.L’attacco ai due soldati della National Guard rappresenta un nuovo e inquietante livello di violenza nel cuore politico degli Stati Uniti. Che si sia trattato di un gesto isolato o di un’azione con una motivazione più profonda resta ora al centro delle indagini federali.

Nel frattempo, Washington si prepara a un ulteriore inasprimento delle misure di sicurezza, in una città che, proprio alla vigilia del Thanksgiving, si ritrova a fare i conti con paura, tensioni politiche e interrogativi sul futuro assetto dell’ordine pubblico.

In un episodio di House of Cards - la serie televisiva statunitense (2013–2018) che racconta la scalata al potere di un politico spregiudicato-  la sequenza sarebbe perfetta: un attacco mirato nel cuore della capitale, un presidente lontano ma immediatamente dominante sulla scena mediatica, una città già militarizzata, un giudice che tenta di riportare equilibrio e un’ulteriore escalation decisa proprio dopo lo spargimento di sangue. La domanda narrativa sarebbe inevitabile: chi trae vantaggio da tutto questo? Chi capitalizza sulla paura, sull’emergenza, sulla sospensione delle regole ordinarie? Nella realtà, però, la posta è più alta: quanto sono disposti gli americani a  cedere dello Stato di diritto in nome della sicurezza?

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"