Stretto di Hormuz, nuove tensioni mettono a rischio la ripresa del traffico navale

di

Carlo Longo

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Stretto di Hormuz, nuove tensioni mettono a rischio la ripresa del traffico navale

Stretto di Hormuz, nuove tensioni mettono a rischio la ripresa del traffico navale

Link to Un attacco contro una nave mercantile riaccende lo scontro tra Iran e Stati UnitiUn attacco contro una nave mercantile riaccende lo scontro tra Iran e Stati Uniti

internetLa ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz torna a essere incerta dopo l'attacco subito da una nave mercantile battente bandiera di Singapore al largo delle coste dell'Oman. L'episodio ha spinto l'International Maritime Organization (Imo), agenzia delle Nazioni Unite per la sicurezza della navigazione, a sospendere temporaneamente il piano destinato a consentire l'uscita dal Golfo Persico delle imbarcazioni rimaste bloccate durante il recente conflitto tra Stati Uniti e Iran.

La nave coinvolta, la Ever Lovely, ha riportato danni ma non si registrano vittime né sversamenti di carburante. Sebbene Teheran non abbia rivendicato l'attacco, l'episodio è avvenuto poco dopo il passaggio di alcune petroliere lungo una nuova rotta vicina alle coste dell'Oman, individuata per evitare le aree dello Stretto considerate più a rischio.

Il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, ha spiegato che le operazioni resteranno sospese fino a quando non saranno garantite adeguate condizioni di sicurezza per le navi e per gli oltre 11 mila marittimi ancora presenti nell'area. Prima dello stop, alcune unità commerciali erano già riuscite a lasciare il Golfo Persico attraverso il nuovo corridoio marittimo.

L'Iran contesta però la legittimità di questa rotta alternativa. Le autorità iraniane hanno dichiarato che le navi che non seguiranno i percorsi indicati da Teheran non potranno beneficiare di alcuna garanzia di sicurezza. Anche i Pasdaran hanno definito il nuovo corridoio "inaccettabile", sostenendo che sia stato istituito senza un coordinamento con la Repubblica islamica. Nei giorni scorsi, secondo società specializzate nella sicurezza marittima, una petroliera sarebbe stata inoltre avvertita via radio da un'unità militare iraniana di trovarsi nel raggio d'azione dei missili.

La disputa coinvolge anche gli Stati Uniti. Washington ribadisce che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz non può essere subordinata a permessi o restrizioni imposti unilateralmente, mentre il presidente Donald Trump ha più volte indicato il libero transito delle navi come una condizione essenziale per il proseguimento del dialogo con Teheran.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti strategici più importanti per il commercio energetico mondiale. Attraverso questo passaggio transita circa un quinto del petrolio consumato a livello globale e una quota analoga del commercio internazionale di gas naturale liquefatto, in particolare proveniente da Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Negli ultimi giorni il traffico navale ha mostrato segnali di ripresa, ma resta inferiore ai livelli precedenti al conflitto. Un eventuale nuovo deterioramento della situazione potrebbe incidere sui costi dei trasporti marittimi, sulle esportazioni energetiche dei Paesi del Golfo e sull'andamento dei prezzi internazionali di petrolio e gas.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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