Link to Due forti terremoti hanno colpito il Venezuela causando almeno 235 morti e oltre 4.300 feriti, mentre continuano le operazioni di soccorso alla ricerca di sopravvissuti sotto le macerieDue forti terremoti hanno colpito il Venezuela causando almeno 235 morti e oltre 4.300 feriti, mentre continuano le operazioni di soccorso alla ricerca di sopravvissuti sotto le macerie
Il Venezuela è sotto shock: due terremoti consecutivi hanno colpito duramente il Paese, provocando una grave emergenza umanitaria a livello nazionale. Secondo le autorità, il bilancio è di almeno 235 morti e più di 4.300 feriti, con migliaia di persone ancora disperse o intrappolate sotto le macerie, soprattutto nella zona di La Guaira. Le squadre di soccorso, insieme ai cittadini, continuano a scavare tra le rovine a oltre 24 ore dalle scosse più forti registrate nel Paese negli ultimi decenni. Di fronte alla vastità della distruzione, le autorità hanno chiesto il sostegno anche del settore privato per rafforzare e accelerare le operazioni di ricerca e salvataggio.
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In meno di un minuto, due violente scosse hanno colpito il Paese. Secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti, la prima è stata di magnitudo 7.1 vicino alla città di Morón, la seconda di magnitudo 7.5 a pochi chilometri da San Felipe — entrambe con epicentro a circa 300 km dalla capitale Caracas, a soli 39 secondi di distanza l'una dall'altra: un evento raro, che ha amplificato i danni complessivi. Il bilancio provvisorio comunicato dal ministro della Salute Carlos Alvarado parla di 235 morti e oltre 4.300 feriti assistiti dal sistema sanitario pubblico. Oltre 42.467 persone risultano al momento disperse, secondo la piattaforma cittadina Desaparecidos Terremoto Venezuela, nata per permettere ai familiari di segnalare l'assenza di notizie dei propri cari o confermarne la sicurezza.
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Lo stato costiero di La Guaira, vicino a Caracas, è una delle zone più colpite: secondo il ministro dell'Interno Diosdado Cabello, più di 100 edifici sono crollati e circa 70.000 famiglie risultano coinvolte. Le aree più devastate sono Caraballeda e Catia La Mar. L'aeroporto di Maiquetía, il principale del Paese, resta temporaneamente fuori servizio a causa dei danni. Per garantire ordine pubblico nella zona, Cabello ha annunciato che venerdì saranno dispiegati a La Guaira 11.500 agenti di sicurezza — tra Guardia Nazionale, Forze Armate, Polizia ed Esercito — un netto aumento rispetto ai 4.200 già operativi sul territorio.
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Tra i 235 morti figurano anche cittadini stranieri. La Farnesina ha confermato la morte di un uomo italo-venezuelano sulla cinquantina, nato a Caracas, ucciso nel crollo di un edificio a La Guaira — l'Italia stima che vivano nel Paese circa 170.000 titolari di passaporto italiano. Il ministero degli Esteri brasiliano ha dichiarato la morte di due cittadini brasiliani, mentre l'ambasciata cinese a Caracas ha confermato la perdita di due connazionali, invitando la comunità cinese presente nel Paese a restare in allerta per eventuali scosse di assestamento.
Gli Stati Uniti hanno annunciato il dispiegamento di due navi da guerra, oltre ad aerei da trasporto ed elicotteri, per supportare le operazioni di soccorso. Washington ha inoltre stanziato 150 milioni di dollari in aiuti, distribuiti tramite partner umanitari come World Vision, Samaritan's Purse, Catholic Relief Services, International Medical Corps, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il Programma Alimentare Mondiale, oltre a un contributo di 100 milioni di dollari al fondo comune ONU per il Venezuela.
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Mentre il Venezuela affrontava il suo doppio sisma, l'Anello di Fuoco del Pacifico — che concentra circa il 90% dell'attività sismica mondiale — registrava nello stesso arco di tempo almeno cinque terremoti di magnitudo moderata e forte in diversi punti della sua fascia tettonica. Il sisma venezuelano, verificatosi al confine tra le placche caraibica e sudamericana, appartiene invece a una zona tettonica del tutto distinta. Le autorità locali continuano a valutare l'estensione dei danni, mentre le agenzie sismologiche internazionali mantengono un monitoraggio costante sull'intera regione.
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