Terremoto in Myanmar: Oltre 1.600 Vittime e Soccorsi Bloccati

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Corinna Pindaro
Terremoto in Myanmar: Oltre 1.600 Vittime e Soccorsi Bloccati

Link to Come se il terremoto non fosse già una tragedia sufficiente, la guerra civile in corso tra il regime militare e il Fronte di Difesa Popolare ha reso ancora più difficile l’accesso agli aiuti umanitariCome se il terremoto non fosse già una tragedia sufficiente, la guerra civile in corso tra il regime militare e il Fronte di Difesa Popolare ha reso ancora più difficile l’accesso agli aiuti umanitari

terremoto Myanmar A due giorni dal devastante terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar, il regime militare ha confermato almeno 1.600 vittime, ma il numero è destinato ad aumentare. I soccorsi, limitati e scarsamente attrezzati, continuano a scavare tra le macerie con le mani nude, nel tentativo disperato di trovare sopravvissuti. Le operazioni di emergenza sono gravemente ostacolate dalla mancanza di forniture mediche, mentre gli ospedali, già in difficoltà per la cronica carenza di personale e attrezzature, rischiano il collasso a causa dei danni subiti dal sisma e dalle continue scosse di assestamento.

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Come se il terremoto in Myanmar non fosse già una tragedia sufficiente, la guerra civile in corso tra il regime militare e il Fronte di Difesa Popolare ha reso ancora più difficile l’accesso agli aiuti umanitari. Il 29 marzo, appena un giorno dopo il sisma, l’esercito ha intensificato i bombardamenti aerei su diverse aree del Paese, colpendo anche villaggi nello Stato di Shan e nella regione di Sagaing, vicino all’epicentro del terremoto. L’offensiva ha ulteriormente rallentato l’arrivo dei soccorsi e bloccato gli aiuti alla frontiera.

Secondo il coordinatore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite in Myanmar, Marcoluigi Corsi, la catastrofe ha coinvolto una zona vastissima, con circa 20 milioni di persone che necessitano urgentemente di aiuto.

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Dopo anni di isolamento diplomatico, il governo militare guidato dal generale Min Aung Hlaing ha dichiarato lo stato di emergenza e lanciato un appello alla comunità internazionale. Da quando ha preso il potere con un colpo di Stato nel 2021, il regime aveva mantenuto stretti rapporti solo con Cina, Russia e Bielorussia, escludendo ogni collaborazione con l’Occidente e le organizzazioni umanitarie.

Ora, di fronte a una situazione drammatica, ha rivolto un invito senza precedenti: "A tutte le organizzazioni e nazioni disposte a venire ad aiutare le persone bisognose nel nostro Paese." Un segnale che conferma la gravità della crisi e l’urgente necessità di intervento umanitario.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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