Trump ci ripensa e annulla la missione dei negoziatori in Pakistan, si allontana l’intesa con l’Iran

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Aisha Harrison

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Trump ci ripensa e annulla la missione dei negoziatori in Pakistan, si allontana l’intesa  con l’Iran

Trump ci ripensa e annulla la missione dei negoziatori in Pakistan, si allontana l’intesa con l’Iran

Link to Nel frattempo, i colloqui indiretti tra mediatori pakistani e rappresentanti iraniani non hanno prodotto svolte. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato le autorità di Islamabad, ma ha lasciato il Paese senza risultati concreti.Nel frattempo, i colloqui indiretti tra mediatori pakistani e rappresentanti iraniani non hanno prodotto svolte. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato le autorità di Islamabad, ma ha lasciato il Paese senza risultati concreti.

 

trump iranIl presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di annullare all’ultimo momento la missione a Islamabad di due dei suoi principali negoziatori, Steve Witkoff e Jared Kushner, prevista per colloqui indiretti con mediatori pakistani sulla guerra in Iran.Secondo quanto riportato dal New York Times, i due emissari — insieme ad alcuni consiglieri del vicepresidente JD Vance — erano pronti a partire per il Pakistan quando la Casa Bianca ha bloccato la trasferta. “Ho detto alla mia gente poco fa, stavano per partire, e ho detto: ‘No, non farete un volo di 18 ore per andare lì. Noi abbiamo tutte le carte’”, ha dichiarato Trump. “Possono chiamarci quando vogliono, ma non farete più voli di 18 ore per stare seduti a parlare del nulla”.

La decisione segna un ulteriore irrigidimento nella strategia americana e arriva in una fase di stallo dei negoziati con Teheran. Islamabad stava infatti svolgendo un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran nel tentativo di porre fine a oltre un mese di conflitto in Medio Oriente. Il viaggio era stato programmato anche per fare seguito a precedenti contatti diplomatici che non avevano prodotto risultati concreti. Un tentativo analogo del vicepresidente JD Vance si era già concluso senza progressi significativi, lasciando le due parti lontane da un accordo.

Al centro delle divergenze restano questioni decisive: da un lato la richiesta americana di limitare in modo drastico il programma nucleare iraniano e di ottenere il controllo o lo smantellamento delle scorte di uranio arricchito; dall’altro la posizione di Teheran, che mantiene il controllo politico interno nonostante le perdite subite durante il conflitto e continua a esercitare pressione strategica sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale.

Trump ha inoltre esteso unilateralmente la tregua tra Stati Uniti e Iran, in scadenza nei giorni scorsi, dichiarando di voler concedere a Teheran “una nuova opportunità” per avanzare una proposta negoziale. Washington avrebbe anche inviato un documento scritto con possibili punti di intesa, ma le distanze restano significative.

Nel frattempo, i colloqui indiretti tra mediatori pakistani e rappresentanti iraniani non hanno prodotto svolte. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato le autorità di Islamabad, ma ha lasciato il Paese senza risultati concreti. Teheran, da parte sua, ha smentito che fosse previsto un incontro diretto con la delegazione americana.

Il quadro delineato dal New York Times descrive quindi una fase di forte incertezza diplomatica: da un lato la pressione militare e politica americana, dall’altro la resistenza iraniana e il ruolo limitato dei mediatori regionali, in uno scenario in cui una soluzione negoziale appare ancora lontana.

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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