Trump: "Dal 20 gennaio dazi contro Cina, Messico e Canada"

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Annachiara Mottola Di Amato
Trump: "Dal 20 gennaio dazi contro Cina, Messico e Canada"

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L'annuncio di dazi per Messico, Canada e Cina
Quanto annunciato in campagna elettorale diventerà realtà. In un post sul social Truth, infatti, Donald Trump ha anticipato che già dal primo giorno della sua presidenza imporrà tariffe contro i beni in arrivo da Cina, Messico e Canada. "Il 20 gennaio, fra i miei primi ordini esecutivi, firmerò tutti i documenti necessari per far pagare a Messico e Canada una tariffa del 25% su tutti i prodotti che entrano negli Stati Uniti, e sui loro ridicoli confini aperti”, ha scritto il tycoon, sottolineando che rimarranno in vigore "fino a quando la droga, in particolare il fentanyl, e tutti gli stranieri illegali non fermeranno questa invasione del nostro Paese". Secondo il presidente eletto, “sia il Messico che il Canada hanno il diritto e il potere assoluto di risolvere facilmente questo problema che si trascina da tempo. Chiediamo che usino questo potere e, finché non lo faranno, è ora che paghino un prezzo molto alto!”. Per quanto riguarda i rapporti commerciali con la Cina, Trump ha minacciato di aumentare del 10% i dazi già in essere.
La Cina a Trump: “Nessuno vincerà una guerra commerciale”

La risposta di Pechino non si è fatta attendere: "Nessuno vincerà una guerra commerciale o una guerra tariffaria" tra Usa e Cina. A dirlo è il portavoce dell'ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, che, in merito alle minacce di Trump su nuovi dazi a partire da gennaio 2025, ha affermato: "La Cina ritiene che la cooperazione economica e commerciale" bilaterale sia "reciprocamente vantaggiosa". Liu ha aggiunto che Pechino ha già preso le misure per combattere il traffico di droga dopo l'accordo raggiunto nel 2023 tra il presidente americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping. "La parte cinese ha notificato alla parte statunitense i progressi compiuti nelle operazioni di contrasto alla droga legate agli Stati Uniti. Tutto ciò dimostra che l'idea che la Cina consenta consapevolmente ai precursori del fentanyl di fluire negli Stati Uniti è completamente contraria ai fatti e alla realtà", ha concluso il portavoce di Pechino.

Il mancato intervento cinese nella lotta all'epidemia di fentanyl

"Ho avuto molti colloqui con la Cina riguardo alle massicce quantità di droghe, in particolare il fentanyl, inviate negli Stati Uniti - ma senza alcun risultato", ha spiegato Trump entrando nel merito della questione. "I rappresentanti della Cina mi hanno detto che avrebbero istituito la pena massima, quella capitale, per qualsiasi spacciatore sorpreso a fare ciò ma, sfortunatamente, non hanno mai agito, e la droga si sta riversando nel nostro Paese, soprattutto attraverso il Messico, a livelli mai visti prima". Per questo, il tycoon ha ribadito che “fino al momento in cui non si fermeranno, addebiteremo alla Cina un dazio aggiuntivo del 10% su tutti i suoi numerosi prodotti in arrivo negli Stati Uniti d'America".

La risposta del Canada

Anche il Canada ha risposto a Trump, riaffermando l'importanza del rapporto con gli Usa e l'impegno sul controllo dei confini. In una nota congiunta, infatti, la vice premier canadese Chrystia Freeland e il ministro per la Sicurezza pubblica Dominic LeBlanc hanno affermato che "il Canada e gli Stati Uniti hanno una delle relazioni più forti e più strette, in particolare per quanto riguarda il commercio e la sicurezza delle frontiere" e che il Paese "attribuisce la massima priorità alla sicurezza delle frontiere e all'integrità del nostro confine comune”. I due ministri hanno poi sottolineato che "il Canada è essenziale per l'approvvigionamento energetico interno degli Stati Uniti e che l'anno scorso il 60% delle importazioni di greggio degli Stati Uniti è arrivato proprio dal Canada”. Infine, è stata ribadita la collaborazione tra le forze dell'ordine canadesi e statunitensi “per contrastare la piaga del fentanyl proveniente dalla Cina e da altri Paesi”.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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