Trump: "Non smetteremo di armare l'Ucraina"

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Corinna Pindaro
Trump: "Non smetteremo di armare l'Ucraina"

Link to Parallelamente, Trump intende sollecitare i membri della NATO a incrementare gli investimenti nella difesa, portandoli al 5% del Pil, una cifra che supera di gran lunga il 2% concordato nel vertice di CardiffParallelamente, Trump intende sollecitare i membri della NATO a incrementare gli investimenti nella difesa, portandoli al 5% del Pil, una cifra che supera di gran lunga il 2% concordato nel vertice di Cardiff

trumpDonald Trump, in vista del suo insediamento il 20 gennaio, sembra intenzionato a mantenere il sostegno militare all’Ucraina, ma con un approccio che mira a ottenere un equilibrio strategico. Come riportato dal Financial Times, l’ex presidente, pur spingendo per una rapida fine del conflitto e l’avvio di trattative di pace, è consapevole che il disarmo di Kiev non favorirebbe la soluzione. La strategia si basa quindi sul rafforzamento delle difese ucraine per incentivare Mosca a dialogare, mantenendo una posizione negoziale forte.

Parallelamente, Trump intende sollecitare i membri della NATO a incrementare gli investimenti nella difesa, portandoli al 5% del Pil, una cifra che supera di gran lunga il 2% concordato nel vertice di Cardiff. Questa proposta rappresenterebbe una sfida significativa per molti paesi europei, considerando che persino gli Stati Uniti attualmente dedicano il 3% del Pil al Pentagono.

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Trump non sembra voler ridurre l’assistenza a Kiev nemmeno in caso di cessate il fuoco. La sua posizione è chiara: garantire la pace richiede una deterrenza efficace. Le forniture militari all’Ucraina, anche dopo un’eventuale tregua, servirebbero a dissuadere la Russia da future aggressioni.

Tuttavia, l’ex presidente non sostiene l’ingresso dell’Ucraina nella NATO per i prossimi vent’anni, ritenendo che tale mossa comprometterebbe le possibilità di un accordo con il Cremlino. La sua visione, pur puntando a una soluzione negoziale, rimane focalizzata sull’uso della forza come garanzia di stabilità.

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La proposta di Trump di innalzare al 5% del Pil gli investimenti nella difesa ha generato reazioni contrastanti in Europa. Solo pochi paesi dell’Alleanza atlantica hanno raggiunto l’obiettivo attuale del 2%, mentre molti – tra cui l’Italia – sono ancora lontani. L’Italia, ad esempio, si colloca al sestultimo posto tra i paesi membri, superando solo Canada, Belgio, Lussemburgo, Slovenia e Spagna.

Secondo fonti europee, la richiesta del 5% potrebbe essere una mossa negoziale per ottenere almeno il 3 o 3,5%. La questione sarà al centro del vertice NATO previsto a giugno in Olanda, dove gli alleati discuteranno le prossime priorità strategiche.

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Mentre Trump definisce la sua linea politica, la guerra in Ucraina registra una nuova escalation. Mosca ha colpito Kiev con cinque missili Iskander, causando un morto e nove feriti, oltre a danneggiare sei ambasciate, tra cui quella portoghese. Il Cremlino ha giustificato i raid come una risposta ai bombardamenti ucraini nella regione di Rostov sul Don, effettuati con missili americani Atacms e britannici Storm Shadow.

In questo contesto, il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha sottolineato il ruolo dei sistemi Samp-T inviati da Roma, che hanno contribuito a proteggere l’ambasciata portoghese durante l’attacco.

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Le azioni di Mosca e le dichiarazioni dell’Unione Europea, che ha definito la situazione ancora priva di segnali di svolta, lasciano intendere che una tregua duratura non sia vicina. Trump, con il suo approccio che mescola fermezza militare e pressione diplomatica, mira a ridisegnare gli equilibri non solo in Ucraina, ma anche all’interno della NATO, ponendo gli alleati di fronte a nuove sfide finanziarie e strategiche.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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