Link to Stephane Sejourné, ex ministro degli Esteri francese e prossimo vicepresidente della Commissione europea con delega alla “Prosperità e strategia industriale”, ha presentato un progetto mirato a sostenere e rilanciare il comparto europeoStephane Sejourné, ex ministro degli Esteri francese e prossimo vicepresidente della Commissione europea con delega alla “Prosperità e strategia industriale”, ha presentato un progetto mirato a sostenere e rilanciare il comparto europeo
«Dobbiamo essere onesti nel riconoscere il vantaggio tecnologico che cinesi e americani hanno nell’auto elettrica», ha dichiarato Sejourné, evidenziando come molte aziende cinesi siano pronte ad aprire stabilimenti in Europa, mentre molte fabbriche europee rischiano la chiusura. La nuova Commissione europea si pone quindi l’obiettivo di colmare questo divario tecnologico e stimolare la domanda di auto elettriche a vantaggio dei produttori locali.
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Il piano di Sejourné si concentrerà sull’aumento della domanda interna di veicoli elettrici in Europa, un elemento considerato cruciale per evitare ulteriori chiusure di fabbriche e stimolare la transizione industriale. Anche se i dettagli specifici del progetto non sono ancora stati rivelati, l’ex ministro francese ha anticipato l’intenzione di introdurre incentivi per incoraggiare l’acquisto di auto elettriche, misura che potrebbe avere un impatto significativo sul settore. L’obiettivo di Sejourné è chiaro: evitare che la crescita della domanda europea di veicoli elettrici avvantaggi principalmente le aziende cinesi, notoriamente più competitive sul piano dei costi.Link to La Sfida del 2035: Il Divieto di Vendita per le Auto a Motore TermicoLa Sfida del 2035: Il Divieto di Vendita per le Auto a Motore Termico
Nel corso dell’audizione, Sejourné ha dovuto rispondere a domande pressanti da parte delle eurodeputate sovraniste, come Virginie Joron del Rassemblement National e Isabella Tovaglieri della Lega, che hanno sollevato dubbi sul futuro divieto di vendita di auto a motore termico in Europa previsto per il 2035. Questa misura, osteggiata da diversi governi e operatori dell’industria automobilistica, viene vista come un potenziale rischio per l’economia europea, specie in un contesto di crisi del settore.Sejourné non si è sbilanciato sulla possibilità di posticipare o modificare questo divieto, anche se ha riconosciuto l’importanza di mantenere una certa flessibilità. «Abbiamo ancora 11 anni prima della fine del motore termico. Possiamo ancora trovare soluzioni per evitare un tracollo», ha affermato, manifestando comprensione per le preoccupazioni del settore e ribadendo l’intenzione di incentivare le vendite di auto elettriche. Sejourné ha inoltre sottolineato il peso economico dell’industria automobilistica europea, che rappresenta circa il 7% del PIL dell’Unione e impiega milioni di persone.
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Oltre alla concorrenza cinese, l’Europa si trova a fronteggiare possibili ostacoli commerciali derivanti dalla recente rielezione di Donald Trump negli Stati Uniti. Secondo Sejourné, l’eventualità di una nuova politica commerciale protezionistica da parte degli USA, con dazi sui prodotti europei, rappresenta un serio pericolo per l’industria europea, già sotto pressione. Per questo, il vicepresidente designato della Commissione europea ha esortato a lavorare per evitare una guerra commerciale, pur evidenziando che l’Europa possiede strumenti come la regolamentazione anti-dumping e le clausole di reciprocità per proteggere i propri interessi.«Dobbiamo essere fermi nella difesa delle nostre attività commerciali e delle nostre imprese», ha concluso Sejourné, ribadendo la disponibilità a dialogare con la futura amministrazione americana, ma al tempo stesso assicurando che l’Europa saprà rispondere con misure adeguate, qualora la situazione lo richiedesse.
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