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Stipendi bassi, carenza di formazione e condizioni di lavoro difficili spingono sempre più dottori all'estero A rischio gli obiettivi del governo sulla sanità
Il rapporto del GMC, basato su un campione rappresentativo di quasi 5.000 medici, segnala anche alti livelli di frustrazione legati alla formazione: un medico su tre afferma di non riuscire a progredire nella carriera a causa della mancanza di opportunità formative nel NHS. Nel complesso, il 19% dei medici sta considerando di abbandonare la professione nel Regno Unito. Il 43% ha già cercato opportunità di carriera all’estero, mentre il 15% ha compiuto “passi concreti”, come inviare candidature per posti di lavoro fuori dal Regno Unito o contattare agenzie di reclutamento internazionali.
Il rischio è chiaro: la perdita di personale qualificato potrebbe compromettere gli obiettivi del governo, tra cui la riduzione delle liste d’attesa e il miglioramento dell’assistenza ai pazienti. Il rapporto evidenzia anche come lo scontento dei medici non sia legato solo al salario, ma anche a problemi più strutturali. Billy Palmer, analista senior del think tank Nuffield Trust, ha infatti sottolineato che “lo stipendio e gli scioperi sono solo la punta dell’iceberg” e che “servono garanzie occupazionali, turni più sostenibili, migliori collocamenti formativi e tutela del tempo dedicato alla formazione.”
Anche il governo britannico, che si dice impegnato a migliorare le opportunità di carriera e le condizioni di lavoro, snellendo la burocrazia e premiando il merito, ha riconosciuto la gravità della situazione. “Questo rapporto conferma ciò che già sapevamo: dopo oltre un decennio di trascuratezza, i medici hanno motivi legittimi di lamentarsi, dalle strozzature nella formazione alla mancanza di progressione professionale.”
Nel frattempo, i medici specializzandi (junior doctors) hanno tenuto uno sciopero di cinque giorni il mese scorso, chiedendo un aumento salariale del 29%. Martedì scorso hanno incontrato il ministro della Salute, Wes Streeting, in un colloquio definito “costruttivo”, in seguito al quale la British Medical Association (BMA) ha accettato una tregua dagli scioperi per tutto il mese di agosto, con l’obiettivo di avviare una fase negoziale.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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