Ultimatum a Mosca: l’inviato Usa Witkoff a colloquio con il Cremlino per evitare nuove sanzioni

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Aisha Harrison
Ultimatum a Mosca: l’inviato Usa Witkoff a colloquio con il Cremlino per evitare nuove sanzioni

Link to A 48 ore dalla scadenza fissata da Trump per un accordo sul cessate il fuoco in Ucraina, parte la missione diplomatica americana. Possibili dazi fino al 100% e sanzioni contro la “flotta ombra” russa. Mosca: “L’operazione militare prosegue”.A 48 ore dalla scadenza fissata da Trump per un accordo sul cessate il fuoco in Ucraina, parte la missione diplomatica americana. Possibili dazi fino al 100% e sanzioni contro la “flotta ombra” russa. Mosca: “L’operazione militare prosegue”.

 

In un momento carico di tensioni diplomatiche, l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff è atterrato oggi a Mosca per una serie di colloqui riservati con la leadership russa, nel tentativo di scongiurare l'imposizione di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti in relazione alla guerra in Ucraina. La visita avviene a sole 48 ore dalla scadenza dell'ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump, che ha fissato per il 9 agosto il termine ultimo per raggiungere un accordo sul cessate il fuoco. Witkoff è stato accolto all'aeroporto di Vnukovo dal rappresentante speciale del presidente russo, Kirill Dmitriev. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale russa Tass, confermando l'inizio di una missione che, almeno sulla carta, mira a riportare il dialogo su binari diplomatici prima che l’escalation arrivi a colpire nuovi settori dell’economia russa.

Durante una recente conferenza stampa, Trump ha lasciato intendere che se la Russia non si muoverà verso un accordo, saranno adottate contromisure economiche pesanti, tra cui l’ipotesi di dazi fino al 100% sui Paesi che acquistano petrolio da Mosca. “Non ho mai parlato di una percentuale, ma faremo qualcosa”, ha affermato il presidente, lasciando volutamente vaghe le cifre, ma ribadendo la volontà di colpire Mosca economicamente se la situazione non cambierà. Secondo il Financial Times, tra le opzioni al vaglio della Casa Bianca ci sarebbe anche l’ipotesi di colpire direttamente la cosiddetta “flotta ombra” della Russia, la rete navale utilizzata per esportare petrolio eludendo le sanzioni internazionali.

Il programma ufficiale dell’inviato americano rimane top secret. Il portavoce del Dipartimento di Stato, identificato come Bruce, ha dichiarato ai giornalisti: “Non ho dettagli da fornire su cosa comporterà la visita”. Tuttavia, il Cremlino non ha escluso un incontro diretto tra Witkoff e il presidente Vladimir Putin. “Siamo sempre lieti di vedere il signor Witkoff a Mosca... crediamo che questi contatti siano costruttivi e utili”, ha affermato Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo.

Nonostante la pressione internazionale, Mosca non sembra intenzionata a cedere. “L’operazione militare speciale prosegue”, è stata la risposta ufficiale del governo russo all’ultimatum americano, pur ribadendo il proprio impegno “nel processo di pace”.  Segnali preoccupanti arrivano anche sul fronte militare: la Russia ha annunciato l'avvio della produzione di nuovi missili ipersonici, con l'intenzione di schierarli in Bielorussia entro la fine dell’anno. In parallelo, ha dichiarato di non considerarsi più vincolata dalla moratoria sui missili a medio e corto raggio, mossa che viene letta come un chiaro segnale di escalation piuttosto che di distensione. Da Kiev, intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere di aver avuto una “conversazione produttiva” con Trump, durante la quale sono stati discussi i prossimi passi per “coordinare le nostre posizioni” sulla fine del conflitto. “Naturalmente abbiamo parlato di sanzioni contro la Russia”, ha scritto Zelensky su X, aggiungendo che “la loro economia continua a declinare, ed è proprio per questo che Mosca è così sensibile a questa prospettiva”. Il leader ucraino spera che la fermezza americana possa “cambiare molto” e spingere il Cremlino verso un accordo.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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