Robert F. Kennedy Jr. accelera sul fronte che più ha segnato la sua carriera pubblica: la sicurezza vaccinale. Secondo quanto rivelato dal New York Times, il segretario alla Sanità dell'amministrazione Trump sta mettendo a punto un ampio piano federale interamente dedicato ai presunti danni e agli effetti avversi legati alle vaccinazioni.
Il progetto, illustrato a porte chiuse durante una visita a sorpresa presso la sede dei National Institutes of Health (NIH) a Bethesda, prevede la creazione di un programma di ricerca clinica dedicato all'interno del centro ospedaliero dei NIH — con l'ipotesi di estenderlo ad altre strutture sul territorio nazionale — e l'introduzione di uno specifico codice tariffario per remunerare i medici che compilano e inoltrano segnalazioni dettagliate di reazioni avverse gravi.
La visita al campus dei NIH si è svolta nel massimo riserbo: ai dipendenti era stato consigliato lo smart working per motivi di sicurezza e traffico. Ad accompagnare Kennedy c'erano le figure apicali della sanità federale, tra cui il responsabile dei programmi Medicare e Medicaid Mehmet Oz, la direttrice dei Cdc Erica Schwartz e il commissario ad interim dell'Fda Kyle Diamantas.
Nel corso della missione, Kennedy ha incontrato persone che sostengono di aver subito danni permanenti a seguito dell'immunizzazione. Tra loro anche Brianne Dressen, fondatrice dell'associazione React19, che ha raccontato al quotidiano newyorkese la comparsa di una grave neuropatia invalidante dopo la somministrazione nel 2020 di una dose di prova del vaccino AstraZeneca (ritirato dal mercato nel 2024). Molti pazienti, esclusi o inascoltati per anni dal sistema sanitario tradizionale, guardano oggi all'iniziativa come al primo segnale concreto di attenzione istituzionale.
L'iniziativa arriva tuttavia in una fase delicata per la sanità pubblica statunitense, segnata da un calo generalizzato delle coperture vaccinali e dalla ricomparsa di malattie prevenibili come il morbillo. La comunità medica internazionale ribadisce come il rapporto rischi-benefici resti ampiamente favorevole ai vaccini: le stime dell'Oms attribuiscono alle campagne di immunizzazione oltre 150 milioni di vite salvate negli ultimi cinquant'anni.
Sul piano scientifico, la reazione degli addetti ai lavori è duplice. Da un lato epidemiologi e immunologi — come il professor Daniel Salmon della Johns Hopkins University — accolgono con favore lo stanziamento di nuovi fondi per la sorveglianza e lo studio delle complicanze rare; dall'altro lato, serpeggia una forte diffidenza verso l'agenda personale di Kennedy, a lungo sostenitore di tesi prive di evidenza, come la presunta correlazione tra vaccini e autismo o la tossicità dei metalli adiuvanti come l'alluminio. L'avvertimento degli scienziati raccolto dal New York Times è unanime: un'indagine federale può essere utile solo se condotta secondo i più rigorosi criteri della medicina basata sulle prove, senza trasformarsi in una piattaforma di disinformazione sanitaria.
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