Cosí nella serata di sabato, un giorno prima della riunione del Cda della Penn, Magill ha annunciato di volersi dimettere. Scott L. Bok, il presidente del consiglio di amministrazione, ha dichiarato in una e-mail alla comunità dell’universitá la notizia, subito dopo seguendo le orme della Magill. Una mossa che rischia di acuire la crisi in cui giá versa il prestigioso ateneo.
Magill è il primo rettore americano a lasicare il suo incarico in relazione alle polemiche che hanno travolto i campus scoppiate in seguito all’attacco di Hamas all’ invasione di Israele a Gaza. Altri rettori rimangono sotto pressione. Venerdì, più di 70 membri del Congresso hanno chiesto le dimissioni della Magill e di altri rettori, due dei quali sono apparsi al suo fianco a Washington martedì, Claudine Gay di Harvard e Sally Kornbluth del M.I.T.
Ma le dimissioni hanno allarmato i docenti preoccupati per la libertà accademica e in risposta alla decisione della Magill, un gruppo di professori della Penn è sceso in campo denunciando le accuse rivolte al rettore come un'ingerenza esterna che mette a repentaglio l'integrità dell'università.
Magill era diventata rettore lo scorso anno e rimarrá a capo dell’universitá fino a quando non verrá scelto un nuovo rettore ad interim. Dopo di che rimarrá alla Penn come membro del corpo docente della facoltà di giurisprudenza. Mentre Bok è stato immediatamente sostituito temporaneamente dal suo vice, Julie Platt, che presiede il consiglio delle federazioni ebraiche del Nord America.
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