Vaiolo delle scimmie, registrato un nuovo caso in Kenya e il primo a Malta

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Corinna Pindaro
Vaiolo delle scimmie, registrato un nuovo caso in Kenya e il primo a Malta

Link to A livello internazionale, i casi di Mpox hanno superato la soglia dei 20.000, secondo i dati aggiornati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)A livello internazionale, i casi di Mpox hanno superato la soglia dei 20.000, secondo i dati aggiornati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Il monitoraggio del vaiolo delle scimmie (Mpox) continua a essere una priorità sanitaria a livello globale. In Kenya, il ministero della Sanità ha confermato un terzo caso di contagio, una paziente di 30 anni di Nairobi, che si trova in condizioni stabili e in isolamento dopo un recente viaggio in Uganda. Questo caso si aggiunge ai primi due rilevati nel Paese, che coinvolgevano camionisti in transito da Uganda e Repubblica Democratica del Congo. Il ministero ha analizzato finora 89 campioni, con 79 risultati negativi e 7 ancora in fase di analisi.

La diffusione del Mpox ha raggiunto anche Malta, dove è stato registrato il primo caso dell’anno. Il paziente, che ha contratto il virus all’estero tramite trasmissione sessuale, è attualmente in isolamento e non necessita di ricovero. Le autorità maltesi hanno avviato il tracciamento dei contatti e lanciato un appello alla popolazione per ridurre il rischio di trasmissione, raccomandando il sesso protetto e l’evitare contatti con persone che presentano sintomi come febbre, eruzioni cutanee e linfonodi ingrossati.

A livello internazionale, i casi di Mpox hanno superato la soglia dei 20.000, secondo i dati aggiornati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un piano strategico globale con investimenti previsti di 135 milioni di dollari per affrontare l’epidemia. Particolare preoccupazione desta il nuovo ceppo virale Clade I, che si sta diffondendo nella Repubblica Democratica del Congo e che è considerato più pericoloso, specialmente per i bambini.

In Italia, il ministero della Salute ha emesso linee guida che sottolineano l’importanza di prestare attenzione ai viaggi in Paesi dove il virus è più diffuso e di adottare misure preventive per limitare il contagio. Il Dottor Antonio Lavazza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha anche evidenziato il rischio di trasmissione tra animali domestici e umani, spiegando che il virus, pur chiamato “vaiolo delle scimmie”, ha ormai poco a che fare con gli animali e che potrebbe comportare rischi significativi per il futuro.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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