Accordo dazi, insoddisfatte Francia e Germania

di

Ennio Bassi
Accordo dazi, insoddisfatte Francia e Germania

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L'Europa è divisa dopo l’accordo sui dazi al 15% siglato il 27 luglio in Scozia tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. L'umore è nero soprattutto in Francia con il premier François Bayrou che ha bollato l’intesa come “un giorno buio per l’Europa sottomessa” al leader Usa. All'insoddisfazione di Parigi ha replicato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic che ricorda come la trattativa “fosse partita dal 30%”. “È la migliore intesa possibile, abbiamo evitato il baratro”, ha aggiunto. Tiepida Berlino con il cancelliere Merz che non nasconde l’impatto negativo sulla “locomotiva” tedesca. “'Non sono soddisfatto ma penso che non fosse possibile ottenere di più. Certamente l'economia subirà un danno considerevole”, ha affermato il leader tedesco.

11 Paesi Ue: "Serve scudo commerciale per l'acciaio"

Su iniziativa di Parigi, quindi,  una decina di Paesi Ue, tra cui l'Italia, hanno firmato un documento con la richiesta a Bruxelles di un piano a difesa dell'acciaio nel Vecchio Continente. "Chiediamo alla Commissione di presentare al più presto una proposta per un nuovo quadro di protezione commerciale contro la sovraccapacità siderurgica, operativo dal 1 gennaio 2026", si legge nel non-paper di Parigi sottoscritto da 11 Stati membri. Stando al documento, scopo primario del nuovo quadro di protezione dell'industria siderurgia è quello di "riportare la quota delle importazioni agli stessi livelli del 2012-2013 per ogni segmento di prodotto: 15% per l'acciaio piatto, 5% per l'acciaio lungo e 15% per l'acciaio inossidabile" rispetto alla domanda in Ue.

Istituita task force sui dazi alla Farnesina

In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l'istituzione di una task force permanente sui dazi alla Farnesina per dare sostegno alle imprese. I negoziati con le controparti statunitensi andranno avanti nei prossimi giorni. L'obiettivo è definire meglio i dettagli in alcuni settori, tra cui alcuni di specifico interesse per l'Italia, come quello viti-vinicolo.

Stellantis: “Impatto dei dazi 1,5 miliardi nel 2025”

Nella giornata di ieri, 28 luglio, le borse europee hanno chiuso in calo. Dopo un avvio positivo, i listini hanno virato in negativo trascinate dai timori per l’impatto delle tariffe sull'economia dei Paesi Ue. Francoforte maglia nera, in calo di oltre un punto percentuale. Scivola anche l'euro, scambiato oggi a 1,1578 dollari. Stellantis intanto ha aggiornato le stime dell’impatto dei dazi per quest’anno a circa 1,5 miliardi di euro. Di questi 300 milioni sono stati “bruciati” nel primo trimestre. L’azienda fa sapere di mantenere "un forte e costante dialogo con i legislatori di riferimento, portando avanti nel contempo una pianificazione degli scenari a lungo termine".

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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