Una nuova giornata di tensione negli aeroporti europei, tra voli deviati, controlli straordinari, interventi delle forze dell'ordine e caccia militari pronti al decollo. L'ondata di allarmi bomba che da diversi giorni interessa l'aviazione civile non accenna a fermarsi e continua a coinvolgere anche l'Italia.
Le segnalazioni, trasmesse principalmente attraverso messaggi di posta elettronica e telefonate, annunciano la presenza di presunti ordigni a bordo degli aerei. Le verifiche concluse finora non hanno portato al ritrovamento di esplosivi, ma ogni minaccia ha imposto l'attivazione delle procedure di sicurezza previste dai protocolli internazionali.
L'ipotesi investigativa è che diversi episodi possano essere collegati e che dietro le comunicazioni si nasconda un'azione organizzata, finalizzata a provocare disagi e mettere sotto pressione le autorità aeroportuali.
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La mattinata di venerdì si è aperta con una nuova segnalazione relativa a un aereo Ryanair partito dall'aeroporto di Roma Fiumicino e diretto a Lisbona.
Il velivolo è atterrato nella capitale portoghese intorno alle 8, dove sono state immediatamente attivate le procedure di sicurezza. La polizia locale ha ricevuto una comunicazione relativa alla possibile presenza di un ordigno, avviando gli accertamenti necessari per verificare l'attendibilità della minaccia.
Poco dopo è scattato un secondo allarme per un volo Wizz Air proveniente da Praga e diretto a Roma. Una telefonata anonima alla torre di controllo di Fiumicino ha segnalato la presunta presenza di una bomba a bordo, inducendo le autorità a disporre la deviazione dell'aereo verso l'aeroporto di Venezia.
Il velivolo è atterrato nello scalo veneto, dove sono intervenuti gli specialisti per i controlli di sicurezza.
Nella stessa giornata ulteriori segnalazioni hanno interessato quattro aerei che sorvolavano la Francia, tre dei quali sono stati fatti atterrare a Parigi Orly e uno a Bordeaux. Altri episodi sono stati registrati in diversi Paesi europei, compresa la Danimarca.
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La giornata precedente era stata caratterizzata da almeno sei allarmi riguardanti collegamenti da e per gli aeroporti italiani.
Uno degli episodi più significativi ha coinvolto un volo Finnair partito da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino. Dopo la segnalazione di un presunto ordigno, sono stati fatti decollare i caccia dell'Aeronautica militare italiana, che hanno scortato il velivolo fino all'atterraggio.
L'aereo è arrivato regolarmente a destinazione ed è stato sottoposto ai controlli previsti. Le verifiche non hanno rilevato la presenza di esplosivi.
Un altro caso ha riguardato un Airbus A320 di Aer Lingus, decollato da Dublino e diretto nella Capitale. In questo caso le autorità hanno disposto il dirottamento verso la base aerea francese di Évreux, in Normandia, con l'intervento dei caccia francesi.
I passeggeri sono stati fatti scendere e sottoposti ai controlli di sicurezza, anche con l'impiego di unità cinofile. Successivamente sono stati trasferiti a Parigi e imbarcati su un nuovo volo per Roma, arrivato a Fiumicino nella tarda serata di giovedì.
Un terzo episodio ha interessato un volo Wizz Air partito da Milano Malpensa e diretto a Varsavia, costretto a deviare verso Vienna.
Altre segnalazioni hanno coinvolto un collegamento Wizz Air tra Malpensa e Bucarest, un volo Aegean Airlines proveniente da Salonicco e un Ryanair decollato da Porto, entrambi diretti allo scalo lombardo.
In tutti i casi in cui sono state completate le operazioni di bonifica, gli accertamenti hanno escluso la presenza di ordigni.
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A preoccupare gli investigatori sono soprattutto le caratteristiche delle comunicazioni utilizzate per far scattare gli allarmi.
In Italia alcune segnalazioni sono arrivate attraverso email anonime scritte in italiano, indirizzate agli operatori aeroportuali e alle società responsabili della gestione degli scali.
Una delle comunicazioni relative ai voli diretti a Fiumicino conteneva una minaccia esplicita, sostenendo che a bordo degli aerei fossero presenti ordigni pronti a esplodere entro un'ora.
I messaggi risultavano firmati dai sedicenti «Combattenti dello Stato Maschile», denominazione che richiama un movimento estremista russo noto per posizioni ultranazionaliste e misogine.
Il riferimento ha attirato l'attenzione degli investigatori, ma non costituisce una prova dell'identità degli autori. La firma potrebbe essere stata utilizzata per rivendicare le minacce oppure per indirizzare deliberatamente i sospetti verso un determinato ambiente.
Le autorità stanno analizzando gli indirizzi di provenienza, i server utilizzati e le tracce informatiche lasciate dai messaggi, cercando di stabilire se siano stati inviati da una stessa organizzazione o da soggetti differenti.
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La diffusione quasi simultanea delle segnalazioni in diversi Paesi ha portato gli investigatori a valutare l'ipotesi di un coordinamento internazionale.
Giovedì 5 novembre gli allarmi hanno interessato circa 25 voli in Europa, coinvolgendo compagnie aeree e aeroporti in Italia, Francia, Belgio, Austria, Danimarca, Portogallo, Grecia, Repubblica Ceca e Bulgaria.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l'attenzione sul fenomeno delle minacce ibride, una categoria che comprende azioni capaci di colpire infrastrutture e servizi essenziali senza ricorrere necessariamente a un attacco militare tradizionale.
Nel caso degli allarmi bomba, anche una segnalazione falsa può produrre conseguenze concrete: deviazioni di rotta, mobilitazione di mezzi militari, interruzioni del traffico e costi per le compagnie aeree.
L'eventuale natura coordinata delle minacce rimane comunque un'ipotesi investigativa. Non sono stati identificati pubblicamente i responsabili e non esistono, al momento, elementi sufficienti per attribuire gli episodi a uno Stato o a un'organizzazione specifica.
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Sul fronte giudiziario, la Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme, al momento a carico di ignoti, in relazione alle segnalazioni che giovedì hanno coinvolto due voli in arrivo all'aeroporto di Milano Malpensa.
Si tratta del collegamento Aegean Airlines proveniente da Salonicco e del Ryanair partito da Porto. Entrambi gli aerei sono atterrati regolarmente, rispettivamente alle 9.33 e alle 10.25 circa, e sono stati sottoposti alle verifiche di sicurezza.
Gli accertamenti hanno escluso la presenza di esplosivi.
L'inchiesta potrebbe successivamente confluire in un'indagine più ampia, qualora emergessero collegamenti tra le diverse segnalazioni registrate negli aeroporti italiani ed europei.
La Polizia postale sta lavorando all'analisi delle comunicazioni digitali, mentre la Polizia di frontiera aerea raccoglie gli elementi relativi agli episodi avvenuti negli scali.
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L'ondata di segnalazioni ha richiesto anche un intervento delle istituzioni europee.
La Commissione europea ha attivato i meccanismi di condivisione delle informazioni sulla sicurezza dell'aviazione, mantenendo i contatti con gli Stati membri e con l'Agenzia europea per la sicurezza aerea.
Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione tra autorità nazionali, gestori aeroportuali, compagnie e forze dell'ordine.
Anche Europol ha manifestato la disponibilità a sostenere le indagini, qualora venga richiesto dalle autorità competenti.
L'obiettivo è individuare eventuali elementi comuni tra i messaggi, ricostruire le modalità di invio e impedire che nuove segnalazioni possano compromettere il regolare funzionamento dei collegamenti aerei.
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Quando viene segnalata la presenza di un ordigno su un aereo in volo, le autorità non possono attendere la verifica della credibilità della minaccia prima di attivare le misure di sicurezza.
In base alla posizione del velivolo, alla gravità della segnalazione e alle informazioni disponibili, può essere disposto un atterraggio nello scalo più idoneo oppure l'intervento di aerei militari.
La procedura di decollo immediato dei caccia, conosciuta come scramble, consente di raggiungere rapidamente un velivolo e assisterlo durante la gestione dell'emergenza.
L'intervento militare non significa necessariamente che sia stata accertata la presenza di una bomba: rappresenta una misura precauzionale adottata per proteggere i passeggeri e garantire la sicurezza dello spazio aereo.
Una volta a terra, l'aereo viene generalmente condotto in un'area isolata, dove possono intervenire artificieri, unità cinofile e personale specializzato.
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Le verifiche effettuate finora hanno escluso la presenza di ordigni nei casi già controllati, ma l'estensione geografica delle segnalazioni e la loro ripetizione nel giro di pochi giorni mantengono elevata l'attenzione delle autorità.
Le indagini dovranno chiarire se si tratti di una campagna organizzata di falsi allarmi, di iniziative riconducibili a più soggetti oppure di un'azione deliberata per creare disagi nel sistema dei trasporti europei.
Intanto, per i passeggeri, le conseguenze sono già tangibili: voli deviati, ritardi, controlli supplementari e ore di attesa prima di poter raggiungere la destinazione.
La priorità resta individuare i responsabili delle minacce e prevenire nuove interruzioni del traffico aereo. Perché anche quando non viene trovato alcun esplosivo, una falsa segnalazione può mobilitare interi apparati di sicurezza e compromettere il funzionamento di una delle principali reti di collegamento europee.
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