Allegrini Wines: "Pronti alle sfide del cambiamento climatico e all'evoluzione dei gusti"

di

Annachiara Mottola Di Amato
Allegrini Wines: "Pronti alle sfide del cambiamento climatico e all'evoluzione dei gusti"

Link to L'Ad Francesco Allegrini: "Da oltre vent’anni adottiamo un approccio agricolo sostenibile: non utilizziamo diserbanti chimici, pratichiamo la lotta integrata e ci impegniamo a salvaguardare la biodiversità"L'Ad Francesco Allegrini: "Da oltre vent’anni adottiamo un approccio agricolo sostenibile: non utilizziamo diserbanti chimici, pratichiamo la lotta integrata e ci impegniamo a salvaguardare la biodiversità"

Attenzione al territorio, alla sostenibilità e all’innovazione. Sono questi gli ingredienti che caratterizzano il Dna di Allegrini Wines nel panorama vinicolo italiano. Ne parliamo con l'Amministratore delegato Francesco Allegrini, scoprendo come questi valori si traducono in una visione a 360 gradi per la produzione dei loro vini e per far fronte alle sfide e alle opportunità che il settore affronta oggi. 

Qual è la filosofia alla base di Allegrini Wines e come si traduce nella produzione dei vostri vini?

La nostra filosofia si fonda su un profondo rispetto per il territorio della Valpolicella Classica e del Lugana, espresso attraverso il nostro marchio storico, Allegrini. A questo uniamo una visione innovativa, che guarda al futuro senza mai tradire le radici. Con il marchio Corte Giara, invece, ci concentriamo sull’intercettare i trend di mercato, valorizzando la grande varietà delle denominazioni venete, con particolare attenzione alla Valpolicella e a un consumo accessibile, ma di alta qualità.

Vogliamo produrre vini che siano espressione autentica della nostra terra, ma con uno stile moderno. Questo approccio si concretizza in pratiche agronomiche sostenibili, nella cura meticolosa della vigna e in un lavoro di cantina che mira all’eccellenza, senza mai forzare l’identità del vino.

Come l’azienda seleziona e valorizza le uve e le terre per creare vini di alta qualità?

Per il marchio Allegrini coltiviamo esclusivamente uve provenienti dai nostri vigneti di proprietà, situati nei cru più vocati della Valpolicella Classica. Ogni parcella è studiata attentamente per comprenderne le caratteristiche uniche. La selezione delle uve è rigorosa, avviene manualmente ed è accompagnata da pratiche agronomiche rispettose dell’equilibrio naturale.

Crediamo che la qualità nasca in vigna, e per questo investiamo nella cura del suolo, nella biodiversità e nella ricerca continua.

Per Corte Giara, poi, oltre a vigneti in affitto e di proprietà gestiti con la stessa cura, ci avvaliamo di un network di fornitori — già chiamato da mio padre “Arnia” — che collaborano con noi seguendo rigorosi standard qualitativi in vigna, incluso un protocollo che consente la certificazione Biodiversity Friend.

Quali sono le principali sfide che il settore vinicolo sta affrontando oggi e come Allegrini Wines si sta adattando a queste sfide?

Le principali sfide sono rappresentate dal cambiamento climatico, dall’aumento dei costi, dall’incertezza economica e dall’evoluzione nei gusti dei consumatori. Allegrini Wines risponde a questi cambiamenti attraverso una combinazione di ricerca, innovazione e rispetto per il territorio. Stiamo investendo in pratiche viticole resilienti e in una comunicazione in grado di raccontare la nostra storia a un pubblico globale sempre più attento e consapevole.

Potresti parlarci dei progetti di innovazione e sostenibilità che l’azienda sta portando avanti, in particolare in relazione alla tutela dell’ambiente e alla qualità del prodotto?

Da oltre vent’anni adottiamo un approccio agricolo sostenibile: non utilizziamo diserbanti chimici, pratichiamo la lotta integrata e ci impegniamo a salvaguardare la biodiversità. Innoviamo costantemente sia in vigneto sia in cantina per ridurre l’impatto ambientale, migliorare l’efficienza produttiva e valorizzare ogni risorsa naturale.

Inoltre, ci impegniamo con progetti mirati all’uso responsabile dell’acqua: quasi tutti i nostri vigneti dispongono di un pozzo e di un impianto di irrigazione a goccia. E poi portiamo avanti il grande insegnamento delle generazioni precedenti, anche attraverso progetti di riqualificazione ambientale e sociale.

Un esempio è il fruttaio dedicato a mio padre, nato dalla riconversione di una ex fabbrica di batterie nel centro del paese, oggi riqualificata e parte di una realtà consortile aperta a più produttori della Valpolicella. Questo spazio è tornato a essere anche un centro di ricerca, grazie alle borse di studio “Franco Allegrini” e “Roberto Ferrarini”, in collaborazione con l’Università di Verona.

Tre dei nostri vigneti più iconici sono nati da visioni pionieristiche di riqualificazione territoriale:

  • La Grola, un tempo terreno sassoso incolto, oggi ospita due vini simbolo, Grola e La Poja.
  • Marezzane, oggi fondamentale per l’appassimento, era una vecchia cava utilizzata come fonte per materie prime per cementificio all’interno del Parco naturale della Valpolicella.
  • Cavarena, da cui nasce il nostro “biglietto da visita”, Palazzo della Torre, salvato dalla speculazione edilizia e trasformato in un vigneto con vista mozzafiato, dove abbiamo anche restaurato le antiche marogne, i muretti a secco patrimonio UNESCO.
Infine, abbiamo avviato un progetto di sostenibilità sociale con la formazione di giovani talenti nel marketing e nella comunicazione del vino: dall’anno accademico 2024/2025, siamo partner della IULM, con due borse di studio dedicate al Master in Food & Wine. Per noi, la sostenibilità non è un’opzione, ma una responsabilità ambientale, sociale ed economica.

Come l’azienda promuove la cultura del vino e il suo legame con il territorio, sia a livello locale che internazionale?

Allegrini è da sempre ambasciatrice della Valpolicella nel mondo. Apriamo le porte della nostra azienda a wine lovers, professionisti e turisti, offrendo esperienze immersive di enoturismo, degustazioni e visite guidate. Collaboriamo con eventi culturali, artistici e gastronomici per creare un dialogo tra vino, arte e territorio. Inoltre, partecipiamo attivamente alle fiere internazionali, raccontando la Valpolicella con la nostra voce, la nostra storia e i nostri vini. All’estero, siamo al fianco dei nostri partner importatori con cui organizziamo masterclass ed eventi per diffondere la cultura del vino, con un’attenzione crescente alla valorizzazione dell’Amarone.

Quali sono le strategie di Allegrini Wines per espandersi sui mercati esteri e rispondere alle nuove tendenze di consumo?

Esportiamo circa l’85% della produzione e da tempo presidiamo mercati chiave come Stati Uniti, Asia ed Europa.La nostra strategia punta a coniugare autenticità e contemporaneità: vini dalla forte identità territoriale, ma con uno stile in grado di parlare anche a un pubblico giovane, curioso e globale. Investiamo nella formazione, nel racconto digitale e in relazioni commerciali solide con partner che condividono i nostri valori.

Come vedi il futuro del settore vinicolo e quali opportunità e sfide pensi che siano più rilevanti per Allegrini Wines nei prossimi anni?

Il futuro sarà sempre più orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla capacità di comunicare il valore. Le sfide saranno ambientali e sociali, ma anche legate alla capacità di innovare senza perdere l’anima. Per Allegrini, questo significa continuare a investire nelle persone, nella ricerca, nella tecnologia e nel territorio. Vogliamo crescere in modo coerente, restando fedeli ai nostri valori e diventando un punto di riferimento per il vino italiano di qualità nel mondo.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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