Si infittisce il giallo sull'attentato del 29 giugno a Monaco contro l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev. Anastasia Berezovska, indicata dagli inquirenti come la principale sospettata dell'attacco, è stata trovata morta nei pressi di Kiev, uccisa da diversi colpi d'arma da fuoco alla testa.
La notizia, anticipata dal quotidiano ucraino Ukrainska Pravda e successivamente confermata dal Servizio di sicurezza dell'Ucraina (SBU), ha aperto un nuovo filone investigativo. Per l'omicidio sono state arrestate due persone: un ufficiale della Direzione principale dell'intelligence militare ucraina (GUR) e un ex agente delle forze dell'ordine, accusati di aver agito nell'ambito di un'organizzazione criminale.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, l'ufficiale dell'intelligence avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo di aver agito insieme a un complice senza informare i superiori dei contatti intrattenuti con la vittima.
Le ricostruzioni degli inquirenti indicano che Berezovska era rientrata in Ucraina il 1° luglio, pochi giorni dopo l'attentato nel Principato, entrando in contatto con i familiari e con i due uomini ora arrestati. Nei suoi confronti era stato nel frattempo emesso anche un mandato di cattura internazionale da parte dell'Interpol.
L'inchiesta è collegata all'attentato che aveva preso di mira Vadim Ermolaev, imprenditore originario dell'Ucraina e cittadino cipriota, colpito da sanzioni di Kiev per presunte attività economiche in Crimea. Secondo la Procura di Monaco, la donna avrebbe monitorato per alcuni giorni l'area attorno all'abitazione dell'oligarca prima di collocare uno zaino contenente un ordigno artigianale all'ingresso del palazzo. L'esplosione, azionata a distanza, aveva ferito gravemente Ermolaev, la compagna e il figlio adolescente: l'imprenditore era stato ricoverato in condizioni critiche, mentre la donna aveva subito l'amputazione di entrambe le gambe.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza avevano ripreso una persona travestita da uomo allontanarsi dalla scena dell'attentato e dirigersi verso il confine francese. Le successive indagini avrebbero consentito agli investigatori di identificare quella figura in Berezovska, ricostruendone anche gli spostamenti attraverso diversi Paesi europei prima del rientro in Ucraina.
Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno inoltre accertato presunti trasferimenti di denaro e criptovalute dai due arrestati verso la donna, elementi ritenuti utili per verificare un eventuale coinvolgimento anche nella preparazione dell'attentato di Monaco. Nell'abitazione dell'ex poliziotto è stata inoltre scoperta una stanza seminterrata descritta dagli investigatori come simile a una camera di tortura, circostanza che sarà oggetto di ulteriori accertamenti nell'ambito dell'inchiesta.
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