Si è concluso donenica 13 settembre a New Delhi il vertice dei Brics, segnato dalla forte spinta di Pechino per consolidare il proprio ruolo di guida del Sud Globale. Nel corso dell'incontro, il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una serie di iniziative strategiche volte a rafforzare la cooperazione economica tra le economie emergenti e a offrire un'alternativa concreta all'egemonia statunitense, in particolare nei settori del commercio e dell'intelligenza artificiale.
I pilastri della cooperazione e i "Greater Brics"
Xi ha sottolineato la necessità di preservare la stabilità delle catene di approvvigionamento e di sviluppare un mercato integrato per i cosiddetti Greater Brics — un'espressione con cui Pechino indica sia i dieci membri effettivi (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Iran, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Etiopia e Indonesia) sia la decina di Paesi partner presenti al vertice, tra cui Nigeria, Arabia Saudita, Thailandia e Vietnam. L'obiettivo è creare incubatori per l'innovazione, modernizzare le industrie e gettare le basi per i settori del futuro.
La sfida sull'Intelligenza Artificiale
Sul fronte tecnologico, il leader cinese ha annunciato che la Cina assumerà un ruolo guida nella creazione di una Brics AI Open Source Zone, pensata per favorire la cooperazione sui grandi modelli linguistici, la condivisione e la formazione di un ecosistema aperto. Già nella giornata di sabato, Xi aveva inoltre invitato i Paesi membri ad aderire alla World AI Cooperation Organization, un'organizzazione promossa da Pechino che riunisce circa trenta Stati.
Prossimi passi
Tra le misure annunciate per consolidare i legami commerciali e gli investimenti figurano la proposta di un partenariato tra le Zone Economiche Speciali dei Brics e l'annuncio che sarà la Cina a ospitare il vertice e la presidenza di turno dell'organizzazione il prossimo anno.
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