Bulgaria, elezioni presidenziali al ballottaggio: Yotova davanti di misura, sfida decisiva con Gyurov

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Redazione

Nessuno dei 27 candidati raggiunge la maggioranza assoluta al primo turno. La presidente ad interim Iliana Yotova guida le proiezioni davanti all'economista Andrey Gyurov. Il primo novembre il voto decisivo

Bulgaria, elezioni presidenziali al ballottaggio: Yotova davanti di misura, sfida decisiva con Gyurov

La Bulgaria dovrà attendere ancora una settimana per conoscere il nome del prossimo presidente della Repubblica. Le elezioni del 25 ottobre non hanno prodotto un vincitore al primo turno e saranno quindi i cittadini a scegliere, domenica primo novembre, tra i due candidati che hanno raccolto il maggior numero di consensi.

In testa alle rilevazioni diffuse dopo la chiusura dei seggi figura Iliana Yotova, attuale presidente ad interim, sostenuta da una parte significativa dell'area socialista e socialdemocratica. Alle sue spalle si colloca Andrey Gyurov, economista ed ex capo del governo provvisorio, candidato sostenuto dalle forze liberali e filoeuropee.

Il margine tra i due appare relativamente contenuto e lascia aperto l'esito del confronto finale. Secondo gli exit poll, Yotova avrebbe ottenuto una percentuale compresa tra il 35% e il 36,5%, mentre Gyurov si attesterebbe tra il 32,2% e il 32,5%. Altre rilevazioni indicano valori leggermente inferiori per la presidente uscente, confermando comunque il suo vantaggio.

Si tratta di dati non definitivi, che dovranno essere confrontati con lo scrutinio ufficiale.

Link to Iliana Yotova, la candidata sostenuta dai socialistiIliana Yotova, la candidata sostenuta dai socialisti

Giornalista di formazione e figura già conosciuta nella politica bulgara, Iliana Yotova affronta questa competizione come candidata indipendente, pur potendo contare sul sostegno di importanti forze politiche.

Tra queste figurano Bulgaria Progressista, la formazione socialdemocratica legata all'ex presidente Rumen Radev, vincitrice delle elezioni parlamentari dello scorso aprile, e il Partito Socialista bulgaro, tradizionalmente favorevole a mantenere aperti i canali di dialogo con la Russia.

Yotova si presenta come una figura capace di garantire continuità istituzionale in una fase segnata da tensioni internazionali e difficoltà economiche. La sua posizione sui rapporti con Mosca è uno degli elementi che maggiormente la distinguono dall'avversario.

Un'eventuale vittoria avrebbe inoltre un valore storico: Yotova diventerebbe la prima donna eletta alla presidenza della Repubblica bulgara.

Link to Andrey Gyurov, il candidato delle forze filoeuropeeAndrey Gyurov, il candidato delle forze filoeuropee

A contendere la presidenza a Yotova sarà Andrey Gyurov, economista con una lunga esperienza nelle istituzioni finanziarie e politiche nazionali.

Già vicegovernatore della Banca nazionale bulgara e successivamente primo ministro ad interim, Gyurov è sostenuto dalle formazioni di opposizione orientate verso una maggiore integrazione europea e il rafforzamento dei rapporti con gli alleati occidentali.

La sua candidatura rappresenta un'alternativa politica rispetto all'area che sostiene Yotova, soprattutto per quanto riguarda la collocazione internazionale della Bulgaria.

Il risultato del primo turno gli consente di affrontare il ballottaggio con uno svantaggio limitato. Determinante potrebbe essere la capacità di attrarre gli elettori degli altri 25 candidati esclusi dalla competizione.

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Uno degli elementi più significativi della giornata elettorale è stata la scarsa partecipazione al voto.

Secondo i dati riportati dopo la chiusura dei seggi, l'affluenza avrebbe superato di poco il 22% degli aventi diritto, una percentuale che evidenzia la difficoltà di mobilitare una parte consistente dell'elettorato.

La normativa bulgara prevede che, per eleggere il presidente già al primo turno, un candidato debba ottenere più della metà dei voti validi e che partecipi alla consultazione oltre il 50% degli aventi diritto.

Nessuno dei due requisiti è stato soddisfatto. Il secondo turno era quindi inevitabile, indipendentemente dal vantaggio ottenuto dalla candidata più votata.

La partecipazione degli elettori sarà uno dei fattori centrali anche nella consultazione del primo novembre. Entrambi gli schieramenti dovranno convincere non soltanto chi ha sostenuto altri candidati, ma anche una parte degli elettori che ha scelto di non votare.

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