Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Al congresso straordinario di Milano ha ottenuto 465 voti su 611, pari a circa il 76%, contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, fermo al 24%.
Dopo la conferma, Salvini ha ribadito la richiesta di interrompere l’invio di denaro e armamenti all’Ucraina, chiedendo di puntare sulla diplomazia. Una posizione che il segretario intende portare in Consiglio dei ministri, rivendicando il ruolo della Lega come forza di governo «responsabile e leale ma mai silente».
Sul piano politico, il leader punta a fare del Carroccio almeno il secondo partito del centrodestra alle prossime elezioni e chiede maggiore rispetto per le posizioni leghiste nella coalizione. Tra le priorità indica il superamento della legge Fornero, la flat tax e il sostegno alle partite Iva. Presentato anche il nuovo simbolo «Lega Italia Federale», al posto di «Lega per Salvini premier».
Garavaglia giudica positivo il risultato e sottolinea che la candidatura mirava a dare voce alle diverse sensibilità del movimento. Dopo il confronto, assicura, l’obiettivo è lavorare insieme, valorizzando le competenze interne.
Il congresso è stato segnato anche dagli attacchi di Salvini ai giornalisti e dalla sua rivendicazione di aver chiesto di lasciare alcuni cronisti fuori dalla sala dei delegati. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha respinto gli insulti e richiamato il dovere della stampa di pubblicare anche notizie sgradite al potere. L’Associazione stampa parlamentare ha espresso sconcerto, ribadendo la necessità di tutelare l’accesso e il lavoro dei colleghi.
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