Chico Forti ottiene la semilibertà dopo 25 anni trascorsi nelle carceri americane

di

Carlo Longo

Continuerà l’attività di volontariato in un’azienda agricola e spera di poter incontrare più spesso la madre a Trento

Chico Forti ottiene la semilibertà dopo 25 anni trascorsi nelle carceri americane

Chico Forti potrà usufruire della semilibertà. La decisione è arrivata dal Tribunale di sorveglianza di Verona, che nei giorni scorsi aveva esaminato la posizione dell’ex produttore televisivo e velista italiano, condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, avvenuto a Miami nel febbraio del 1998.

Forti, rientrato in Italia nel maggio del 2024 dopo aver trascorso circa 25 anni nelle carceri della Florida, è attualmente detenuto nel carcere veronese di Montorio. Il nuovo regime non dovrebbe però modificare radicalmente la routine che segue ormai da diversi mesi.

Dal dicembre 2025, infatti, Forti è autorizzato a lasciare l’istituto penitenziario durante il giorno per svolgere 40 ore settimanali di volontariato in un’azienda agricola del Veronese. Ogni mattina esce dal carcere per raggiungere il luogo di lavoro e vi fa ritorno in serata. Un’attività che potrà proseguire anche con la concessione della semilibertà.

Le modalità concrete della misura saranno definite sulla base del programma predisposto dalla direzione dell’istituto penitenziario. Tra le richieste di Forti c’è anche la possibilità di recarsi con maggiore frequenza a Trento per incontrare la madre.

Sul piano giudiziario resta intanto aperta un’altra questione. I legali di Forti, Alessandro Favazza del foro di Verona e Carlo Dalla Vedova del foro di Roma, attendono infatti l’esame della richiesta di libertà condizionale presentata lo scorso anno. L’udienza potrebbe essere fissata nei primi mesi del 2027.

La vicenda giudiziaria di Forti ha avuto origine negli Stati Uniti. L’italiano è stato condannato all’ergastolo per l’uccisione di Dale Pike e ha sempre contestato la propria responsabilità nel delitto. Dopo una lunga detenzione negli Stati Uniti, nel 2024 è stato trasferito in Italia per proseguire l’esecuzione della pena.

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