Coste italiane sempre più vulnerabili, Legambiente lancia l'allarme

di

Ennio Bassi

Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, negli ultimi sedici anni quasi la metà dei comuni costieri ha subito gli effetti di eventi meteorologici estremi, con il Mezzogiorno che registra il numero più elevato di episodi. L'associazione sollecita un piano nazionale per la tutela del litorale e interventi urgenti contro il consumo di suolo

Coste italiane sempre più vulnerabili, Legambiente lancia l'allarme

Le coste italiane stanno affrontando una pressione crescente a causa della crisi climatica. Ondate di maltempo sempre più intense, mareggiate e fenomeni atmosferici estremi stanno accelerando l'erosione delle spiagge e mettendo a rischio centri abitati, infrastrutture e attività economiche legate al mare.

Il nuovo dossier di Legambiente evidenzia come, tra il 2010 e il 2026, 308 dei 643 comuni costieri italiani siano stati interessati da almeno un evento meteorologico estremo. In totale sono stati censiti 1.073 episodi, pari a circa il 39% dei 2.778 eventi registrati sul territorio nazionale nello stesso periodo. Il trend continua a crescere: nel 2025 i comuni coinvolti erano il 45,4%, mentre nel 2024 la quota si fermava al 41,2% e nel 2023 al 37,3%.

L'area più esposta resta il Sud Italia. La Sicilia guida la classifica con 232 eventi estremi, seguita dalla Puglia con 136 e dalla Calabria con 104. Tra le regioni maggiormente colpite figurano anche Liguria (99 episodi), Lazio e Campania, entrambe con 88.

Guardando ai singoli centri urbani, Genova è la città che ha registrato il maggior numero di eventi estremi, con 50 casi, davanti a Bari (44), Palermo (38), Agrigento (35) e Napoli (27). Anche il litorale romano, con Ostia, compare tra le aree più esposte, mentre Cesenatico rappresenta uno dei punti critici della costa adriatica.

Il rapporto richiama inoltre i dati dell'Ispra, secondo cui negli ultimi cinquant'anni l'Italia ha perso oltre 40 milioni di metri quadrati di spiagge a causa dell'erosione costiera. Un fenomeno che, secondo Legambiente, rende ormai indispensabile una strategia nazionale dedicata all'adattamento delle coste ai cambiamenti climatici, accompagnata da adeguati finanziamenti per rendere operativo il Piano nazionale di adattamento.

L'associazione individua alcune priorità: approvare una legge efficace contro il consumo di suolo, favorire la rinaturalizzazione delle aree costiere attraverso il recupero di dune e zone umide, garantire l'accesso libero alle spiagge e contrastare nuove edificazioni lungo il litorale.

Nel confronto europeo, Legambiente cita Spagna, Regno Unito e Belgio come esempi di gestione più avanzata della fascia costiera e delle opere di difesa dalle inondazioni.

"I dati raccolti nel nostro rapporto dimostrano quanto sia urgente adottare strumenti di pianificazione e governance capaci di ridurre i rischi per cittadini, abitazioni e infrastrutture, programmando interventi efficaci per una gestione più sostenibile delle coste", ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News