Dazi sulle auto elettriche cinesi, l’Ue rivede le aliquote al ribasso

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Mario Tosetti
Dazi sulle auto elettriche cinesi, l’Ue rivede le aliquote al ribasso

Link to Le nuove aliquote per le altre aziende includono un 17% per Byd (in precedenza 17,4%), un 19,3% per Geely (prima 19,9%) e un 36,3% per Saic (in calo dal 37,6%)Le nuove aliquote per le altre aziende includono un 17% per Byd (in precedenza 17,4%), un 19,3% per Geely (prima 19,9%) e un 36,3% per Saic (in calo dal 37,6%)

La Commissione Europea ha apportato delle modifiche ai dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina, riducendo leggermente le aliquote rispetto a quanto annunciato a giugno. In particolare, Tesla ha ottenuto uno “sconto” significativo, con un dazio speciale del 9%, molto inferiore rispetto a quelli applicati ad altre case automobilistiche cinesi. Le nuove aliquote per le altre aziende includono un 17% per Byd (in precedenza 17,4%), un 19,3% per Geely (prima 19,9%) e un 36,3% per Saic (in calo dal 37,6%). Per le società che hanno collaborato con l’indagine europea, il dazio è salito leggermente al 21,3%, mentre per quelle che si sono rifiutate di cooperare, è sceso al 36,3%.

Questi dazi, introdotti lo scorso 4 luglio, fanno parte di un’indagine avviata dall’Unione Europea nell’ottobre 2023 per contrastare le sovvenzioni considerate ingiuste che, secondo l’Ue, i produttori cinesi ricevono dal governo di Pechino, distorcendo la concorrenza e danneggiando le aziende europee. I 27 Paesi membri dell’Unione Europea saranno chiamati a votare in ottobre per decidere se rendere definitivi questi dazi, che, in tal caso, resteranno in vigore fino al 2029.

La decisione di applicare a Tesla un dazio speciale del 9% riflette una valutazione dettagliata dei sussidi ricevuti dall’azienda americana, che, secondo Bruxelles, sono minori rispetto a quelli percepiti dalle case automobilistiche cinesi. Questo provvedimento arriva in un contesto di rapporti tesi tra Elon Musk e l’Unione Europea, culminati recentemente in uno scontro verbale tra Musk e il commissario europeo Thierry Breton, criticato dal miliardario per le politiche Ue contro l’incitamento all’odio.

La reazione da parte della Cina non si è fatta attendere. La Camera di Commercio cinese presso l’Ue ha espresso una forte opposizione alla decisione dell’Unione Europea, definendola un atto protezionistico che rischia di esacerbare le tensioni commerciali tra i due blocchi e di inviare un segnale negativo alla cooperazione globale e agli sforzi per uno sviluppo sostenibile. Secondo la Camera, la competitività dei veicoli elettrici cinesi non è dovuta ai sussidi, ma a fattori come la scala industriale, l’efficienza della catena di fornitura e la concorrenza sul mercato.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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