Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio offre 3,7 miliardi a ciascun erede per rilevare le quote

di

Mario Tosetti

Sul tavolo un finanziamento da 22 miliardi di euro e un incontro con gli altri soci entro il 7 novembre. La mossa arriva dopo l'offerta del miliardario ceco Michal Strnad

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio offre 3,7 miliardi a ciascun erede per rilevare le quote

Leonardo Maria Del Vecchio rilancia la partita per il controllo di Delfin, la holding lussemburghese che custodisce il patrimonio finanziario del fondatore di Luxottica. L'imprenditore ha presentato agli altri eredi una proposta per acquisire le loro partecipazioni, offrendo 3,7 miliardi di euro per ciascuna quota e mettendo sul tavolo un piano sostenuto dalla disponibilità di un importante istituto bancario internazionale.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l'operazione potrebbe contare su un finanziamento da 22 miliardi di euro da parte della banca statunitense Citi, con un tasso indicato all'1,75%. Gli oneri finanziari annui per Leonardo Maria ammonterebbero a circa 450 milioni di euro. Il progetto punta a concentrare nelle sue mani la maggioranza del capitale di Delfin, società che controlla EssilorLuxottica e possiede partecipazioni rilevanti in Generali, UniCredit e Monte dei Paschi di Siena.

La proposta è stata formalizzata attraverso una lettera inviata dal family office dell'imprenditore agli altri soci e pubblicata su QN, il gruppo editoriale recentemente acquisito da Leonardo Maria. Nella comunicazione, il figlio del fondatore di Luxottica presenta l'iniziativa come il tentativo più concreto finora avanzato per ridefinire gli assetti proprietari della holding.

«È la proposta più seria che io abbia mai fatto. Ho ottenuto la disponibilità da parte di un primario istituto di credito internazionale a finanziare l'operazione», afferma nella lettera. L'offerta non prevede necessariamente un'unica modalità di uscita: agli eredi vengono prospettate sia la cessione immediata dell'intera partecipazione sia soluzioni che consentano di distribuire l'acquisizione nel tempo.

Leonardo Maria ha inoltre proposto un incontro entro il 7 novembre, da organizzare con tutti gli azionisti oppure attraverso colloqui individuali, per valutare le diverse possibilità.

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La nuova iniziativa si inserisce nel confronto aperto dopo la morte di Leonardo Del Vecchio, avvenuta nel giugno 2022. Il patrimonio della famiglia è concentrato in Delfin, una delle maggiori holding finanziarie europee, il cui valore netto viene stimato intorno ai 40 miliardi di euro.

In origine, il capitale era ripartito in otto partecipazioni uguali del 12,5%, con un valore teorico di circa 5 miliardi per ciascuna. La proposta di Leonardo Maria si colloca quindi al di sotto di quella valutazione, ma introduce la possibilità di liquidare le quote attraverso un'operazione finanziariamente strutturata.

Il nuovo piano arriva dopo settimane di indiscrezioni su una possibile uscita dello stesso Leonardo Maria da Delfin. A metà ottobre era stata infatti prospettata la vendita della sua partecipazione, anche nel quadro della riorganizzazione degli impegni finanziari di Lmdv Capital, il suo veicolo di investimento, al quale viene attribuita un'esposizione di circa un miliardo di euro.

Tra le ipotesi valutate dall'imprenditore erano emerse anche alcune dismissioni patrimoniali, comprese proprietà immobiliari e lo yacht No Rush, proposto sul mercato per 33,5 milioni di euro. La nuova offerta ribalta tuttavia la prospettiva: anziché lasciare la holding, Leonardo Maria punta ora ad acquisire le quote degli altri soci.

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A complicare gli equilibri della famiglia è intervenuta, il 27 ottobre, un'operazione tra due degli eredi. Clemente Del Vecchio, il più giovane, ha acquistato da Rocco Basilico un piccolo pacchetto azionario per circa 800 mila euro, portando la propria partecipazione appena oltre il 12,5% e diventando così il primo azionista individuale di Delfin.

Il trasferimento si inserisce in un contenzioso riguardante la piena titolarità delle quote di Basilico, contestata da Leonardo Maria. Anche per questo, la ridefinizione della struttura azionaria rimane una questione delicata sul piano societario e giudiziario.

Negli stessi giorni è arrivata una proposta dall'esterno della famiglia. Michal Strnad, imprenditore ceco a capo del gruppo della difesa Czechoslovak Group, ha manifestato interesse per l'acquisizione del controllo di Delfin, con un'offerta di circa 30 miliardi di euro. La proposta sarebbe stata considerata irricevibile dagli eredi, anche perché formulata con uno sconto di circa il 30% rispetto al valore del patrimonio della holding.

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