Diesel ai massimi nell’Ue: prezzo medio a 2,23 euro al litro, record anche in Italia

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Carlo Longo

Il gasolio raggiunge un nuovo picco in 19 Paesi dell’Unione europea. Sul caro carburanti intervengono Giorgetti e Salvini, mentre il Codacons chiede nuovi incentivi per elettriche e ibride. In crescita anche il petrolio, con il Brent oltre i 103 dollari al barile

Diesel ai massimi nell’Ue: prezzo medio a 2,23 euro al litro, record anche in Italia

Il prezzo medio del diesel nell’Unione europea ha raggiunto un nuovo massimo, salendo a 2,23 euro al litro rispetto ai 2,16 euro della settimana precedente. È quanto emerge, secondo l’articolo di partenza, da un’analisi dell’agenzia France Presse basata sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea.

Le serie disponibili dal 2005 mostrerebbero livelli record in 19 Paesi dell’Unione, tra cui Italia, Germania e Francia. Alla base dell’aumento vengono indicati soprattutto gli shock energetici legati alle tensioni internazionali e ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina.

Il rialzo dei carburanti torna così al centro del dibattito politico italiano. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo al question time alla Camera, ha spiegato che nei prossimi giorni il governo discuterà il possibile ricorso a una clausola di salvaguardia.

Giorgetti ha ricordato che nel corso del 2026 l’esecutivo avrebbe già messo in campo interventi per circa 2 miliardi di euro contro il caro carburante e ha sottolineato la necessità di valutare ulteriori strumenti alla luce dell’attuale scenario internazionale.

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Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, secondo cui non ci sarebbero al momento le condizioni per un rapido ritorno dei prezzi ai livelli precedenti.

«È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia», ha dichiarato Salvini, collegando l’aumento anche alle difficoltà che ricadono su imprese e famiglie.

La pressione sui prezzi non riguarda soltanto benzina e gasolio. Anche il petrolio è tornato a salire, con il Brent che, secondo i dati riportati nell’articolo, ha superato i 103 dollari al barile. A pesare sarebbero le tensioni tra Stati Uniti e Iran emerse durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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Il caro carburanti starebbe producendo effetti anche sul mercato dell’auto. Secondo il Codacons, i dati Acea relativi ai primi otto mesi del 2026 mostrano una crescente preferenza per vetture elettriche e ibride a scapito dei motori tradizionali.

A fronte di una crescita complessiva delle immatricolazioni del 5,8% nell’area composta da Unione europea, Efta e Regno Unito, le auto a benzina avrebbero registrato un calo del 17,5%, mentre quelle diesel sarebbero diminuite del 19%.

Nello stesso periodo le immatricolazioni di auto elettriche sarebbero invece aumentate del 38,8%, quelle delle ibride plug-in del 22,2% e quelle delle ibride tradizionali del 10,5%.

Secondo il Codacons, il forte aumento dei costi alla pompa avrebbe contribuito ad accelerare una trasformazione già in corso nel settore automobilistico. L’associazione chiede quindi al governo di valutare nuovi incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi.

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L’aumento dei prezzi energetici si riflette anche sui mercati finanziari. Le principali Borse europee hanno aperto in territorio negativo, con Milano e Parigi in lieve calo e Francoforte poco più debole.

Il tema del caro carburanti è al centro del dibattito anche in Francia. Secondo l’articolo fornito, il presidente Emmanuel Macron dovrebbe affrontare la questione nel corso di un’intervista televisiva serale, insieme al tema delle minacce alla sicurezza europea.

In un quadro segnato dall’aumento del prezzo del petrolio e dall’incertezza geopolitica, il costo dei carburanti torna dunque a essere uno dei principali problemi economici per famiglie, imprese e governi europei.

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