È morto Alfredo Mantica, storico esponente della destra italiana: aveva 83 anni

di

Mario Tosetti

È morto Alfredo Mantica, storico esponente del Msi e di Alleanza Nazionale, senatore e sottosegretario agli Esteri nei governi Berlusconi. Aveva 83 anni. Il cordoglio di Ignazio La Russa

È morto Alfredo Mantica, storico esponente della destra italiana: aveva 83 anni

È morto Alfredo Mantica, storico esponente della destra italiana, parlamentare di lungo corso e più volte sottosegretario agli Affari Esteri. Aveva 83 anni.

Nato a Rimini il 17 luglio 1943, Mantica si è spento a Gardone Riviera, sul lago di Garda, dove si era ritirato negli ultimi tempi. Da tempo era malato.

La sua è stata una lunga storia politica che ha attraversato diverse fasi della destra italiana: dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale, fino all'esperienza nel Popolo della Libertà.

A dare pubblicamente notizia della scomparsa e a ricordarlo è stato, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, che con Mantica aveva condiviso decenni di militanza politica.

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Particolarmente personale il messaggio di cordoglio di Ignazio La Russa.

Il presidente del Senato ha ricordato Mantica come un amico con il quale aveva condiviso «un lungo percorso umano e politico», sottolineandone l'esperienza nelle istituzioni e la profonda conoscenza delle questioni internazionali.

«Alfredo è stato un uomo delle istituzioni, protagonista di una lunga stagione della vita politica italiana», ha affermato La Russa, ricordandone il lavoro prima in Parlamento e successivamente al ministero degli Esteri.

Il presidente del Senato ha poi spostato il ricordo dal piano politico a quello personale, citandone l'intelligenza, la curiosità e la schiettezza.

«Con la sua scomparsa perdo un amico e una persona con cui ho condiviso tanti momenti e tante battaglie», ha aggiunto, definendo la morte di Mantica una perdita capace di lasciare «un vuoto difficile da colmare».

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La storia politica di Alfredo Mantica affonda le radici nel dopoguerra italiano.

Laureato in Economia e Commercio e dirigente d'azienda, si iscrisse al Movimento Sociale Italiano nel 1959, quando era ancora giovanissimo.

La sua attività politica si sviluppò soprattutto a Milano e in Lombardia. Per quindici anni, dal 1975 al 1990, fu consigliere comunale nel capoluogo lombardo.

All'interno del Msi fu vicino alla corrente di Pino Romualdi, una delle figure storiche del partito.

La politica locale rappresentò però soltanto la prima parte di una carriera che lo avrebbe successivamente portato in Parlamento e, infine, alla Farnesina.

Link to L’ingresso al Senato nel 1987L’ingresso al Senato nel 1987

Mantica venne eletto per la prima volta al Senato della Repubblica nel 1987, nelle liste del Movimento Sociale Italiano.

Dopo la trasformazione del Msi e la nascita di Alleanza Nazionale tornò a Palazzo Madama nel 1996, entrando nella fase della destra italiana guidata da Gianfranco Fini.

Nel corso della sua esperienza parlamentare si occupò di economia, bilancio, finanze, industria e soprattutto di politica internazionale.

Fu componente, tra le altre, della Commissione Affari Esteri e della Commissione Difesa, oltre ad assumere incarichi di responsabilità nei gruppi parlamentari.

Nel 2001 venne nuovamente eletto al Senato e iniziò la fase forse più significativa della sua attività istituzionale.

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La politica estera divenne progressivamente uno dei principali terreni di lavoro di Mantica.

Durante i governi guidati da Silvio Berlusconi ricoprì l'incarico di sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, prima nei governi Berlusconi II e III e successivamente nel Berlusconi IV.

Alla Farnesina seguì numerosi dossier, dedicando particolare attenzione alle comunità italiane residenti all'estero e alla costruzione di quello che definiva un vero “Sistema Italia” nel mondo.

La sua idea era che diplomazia, imprese, istituzioni, enti di promozione e comunità italiane dovessero agire in maniera maggiormente coordinata per rafforzare la presenza economica e culturale del Paese all'estero.

Un'impostazione che lo portò a occuparsi anche di riforma della rete consolare, voto degli italiani all'estero e Comites.

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Proprio il rapporto tra l'Italia e i suoi cittadini emigrati fu uno dei temi ai quali Mantica dedicò maggiore attenzione.

Aveva elaborato una distinzione tra l'emigrazione italiana tradizionale, quella legata soprattutto alle difficoltà economiche, e una nuova generazione di italiani altamente qualificati che si trasferiva all'estero per costruire una carriera internazionale.

Non considerava automaticamente questa seconda mobilità come una semplice “fuga di cervelli”.

La riteneva anche un'opportunità, a condizione che l'Italia riuscisse a mantenere un rapporto con i propri professionisti all'estero e a costruire una rete capace di trasformarne esperienze e relazioni in una risorsa per il Paese.

Un tema che, a distanza di anni, continua a essere al centro del dibattito italiano sul rapporto tra giovani, lavoro ed emigrazione qualificata.

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La conoscenza della politica estera fu una delle caratteristiche maggiormente riconosciute a Mantica anche dai suoi compagni di partito.

Durante gli anni alla Farnesina si occupò delle missioni internazionali italiane e sostenne il ruolo delle Forze Armate nelle operazioni di pace.

Particolare attenzione dedicò alla missione Unifil in Libano, rivendicando il riconoscimento internazionale ottenuto dai militari italiani e la capacità dell'Italia di svolgere una funzione di mediazione in scenari geopolitici complessi.

Nel corso della sua carriera seguì inoltre i rapporti con il mondo arabo e numerosi dossier di politica internazionale.

È proprio questo aspetto che La Russa ha voluto sottolineare nel ricordarlo, definendo la sua esperienza e la sua conoscenza della politica internazionale «un patrimonio importante».

Link to Dal Pdl alla nascita del nuovo centrodestraDal Pdl alla nascita del nuovo centrodestra

Dopo Alleanza Nazionale, Mantica partecipò anche all'esperienza del Popolo della Libertà.

Nel 2008 tornò alla Farnesina come sottosegretario nel quarto governo Berlusconi.

La fase finale della sua attività parlamentare coincise però con la crisi del Pdl e con i nuovi movimenti che avrebbero progressivamente ridisegnato il centrodestra italiano.

Nel dicembre 2012 lasciò il partito insieme, tra gli altri, proprio a Ignazio La Russa e ad altri esponenti provenienti da Alleanza Nazionale, partecipando alla formazione del gruppo parlamentare legato al nuovo progetto della destra.

Terminò la propria esperienza parlamentare nel 2013.

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Nonostante fosse nato a Rimini, una parte fondamentale della storia politica e personale di Mantica rimase legata alla Lombardia e soprattutto a Milano.

Fu qui che costruì la propria esperienza nel Msi, attraversando anche gli anni più duri della contrapposizione politica e della violenza degli anni Settanta.

Nel 1996 venne eletto senatore nel collegio di Monza, territorio con il quale mantenne negli anni un rapporto stretto.

Negli ultimi tempi si era invece ritirato nella sua abitazione di Gardone Riviera, vicino a Salò. Secondo il ricordo pubblicato oggi dal Cittadino di Monza e Brianza, le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate, pur senza interrompere completamente i rapporti con amici e ambienti politici.

Link to L’ultimo saluto della politicaL’ultimo saluto della politica

Con la morte di Alfredo Mantica scompare dunque uno degli esponenti che hanno attraversato quasi per intero la trasformazione della destra italiana dalla seconda metà del Novecento agli anni Duemila.

Dal Msi degli anni Sessanta e Settanta al Parlamento, dalla nascita di Alleanza Nazionale ai governi Berlusconi, la sua carriera politica si è sviluppata per oltre mezzo secolo.

Ma nel messaggio arrivato oggi da Palazzo Madama, La Russa ha scelto soprattutto di ricordare l'uomo che aveva conosciuto e frequentato per decenni.

Il presidente del Senato ha rivolto le condoglianze alla famiglia e alle persone vicine a Mantica, salutando non soltanto un ex parlamentare e un ex componente del governo, ma uno dei compagni di un percorso politico iniziato molti anni prima dell'arrivo della destra al governo.

Alfredo Mantica aveva 83 anni. Con la sua morte se ne va una figura che ha accompagnato una lunga stagione della storia della destra italiana e che aveva fatto della politica estera uno dei tratti più riconoscibili della propria attività istituzionale.



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