Link to "Molte attese sono state deluse", ha dichiarato Giorgio Airaudo. "Non ha fornito dettagli su nuovi prodotti, investimenti o sulla gigafactory. Ha parlato di storia, ma il presente e il futuro restano incerti"."Molte attese sono state deluse", ha dichiarato Giorgio Airaudo. "Non ha fornito dettagli su nuovi prodotti, investimenti o sulla gigafactory. Ha parlato di storia, ma il presente e il futuro restano incerti".
"Se non ci fosse stata Stellantis, l’auto italiana sarebbe scomparsa da tempo". Lo ha detto forte e chiaro John Elkann durante l’audizione oggi davanti alle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. Il presidente del gruppo automobilistico ha rivendicato i successi della società nata dalla fusione tra Fiat Chrysler e PSA, sottolineando la sua importanza per l’industria italiana e rispondendo alle critiche su produzione e occupazione.
Elkann ha ripercorso la crisi vissuta dalla Fiat agli inizi degli anni 2000: "Nel 2003, quando mio nonno Gianni Agnelli è scomparso, Fiat Auto fatturava 20 miliardi di euro e ne perdeva 2. Oggi Stellantis è il quarto costruttore mondiale, con un fatturato di 157 miliardi e vendite per 5,5 milioni di veicoli. Vent’anni fa lottavamo per la sopravvivenza, oggi siamo tra i leader mondiali."
"Si chiede spesso quali vantaggi abbia l’Italia da Stellantis, ma senza di noi l’auto italiana avrebbe fatto la fine dell’informatica dopo Olivetti o della chimica dopo Montedison", ha aggiunto Elkann che ha sottolineato come il mercato domestico sia calato del 30% negli ultimi vent’anni e l’occupazione del 20%, ribadendo che Stellantis ha difeso la produzione e l’occupazione grazie all’export e agli investimenti negli stabilimenti italiani.
I numeri a sostegno della tesi di Elkann
Il presidente di Stellantis ha citato anche uno studio dell’università LUISS Guido Carli per quantificare l’impatto economico del gruppo in Italia: "Dal 2004 al 2023 . ha detto- abbiamo prodotto in Italia 16,7 milioni di veicoli per un valore complessivo di quasi 700 miliardi di euro. Considerando l’indotto e i consumi generati, il valore della produzione arriva a 1.700 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 417 miliardi. Ogni euro generato da Stellantis ne produce altri nove nell’economia italiana".
Sindacati delusi: "Nessuna novità su produzione e futuro"
Le parole di Elkann non hanno convinto i sindacati. "Molte attese sono state deluse", ha dichiarato Giorgio Airaudo. "Non ha fornito dettagli su nuovi prodotti, investimenti o sulla gigafactory. Ha parlato di storia, ma il presente e il futuro restano incerti". Rocco Cutrì e Igor Albera della Fim-Cisl si sono detti preoccupati per la sorte della Maserati: "Torino ha perso tutti i modelli Maserati in quattro anni. Serve un confronto con l’azienda per trovare alternative produttive e salvaguardare Mirafiori". Anche Luigi Paone della Uilm Torino ha ribadito l’urgenza di un nuovo modello per sostituire i Maserati e garantire il futuro dello stabilimento torinese.Più cauta Sara Rinaudo di Fismic Confsal: "Le parole di Elkann confermano la centralità di Mirafiori, ma ora servono azioni concrete. Non possiamo ignorare la perdita della produzione Maserati, che sarebbe un danno enorme per Torino".
Reazioni politiche: tra soddisfazione e critiche
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha accolto positivamente le dichiarazioni di Elkann: "Era ciò che ci aspettavamo. Il tavolo Stellantis ha già portato investimenti negli stabilimenti italiani". Fortemente critica Chiara Appendino (M5S) ex sindaco di Torino: "Stellantis produce più cassaintegrati che auto. Difficile credere a chi ha più volte promesso senza mantenere". Duro anche Carlo Calenda (Azione): "Elkann parla di successi, ma manca un’assunzione di responsabilità per gli errori commessi". Elly Schlein (PD) ha infine chiesto impegni concreti a Stellantis e governo: "Il gruppo deve mantenere le promesse e il governo deve fare la sua parte".
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati