L'Italia si prepara all'ultimo saluto a Emma Bonino. Per la storica leader radicale, morta venerdì 11 settembre a Roma all'età di 78 anni, saranno celebrati funerali di Stato lunedì 14 settembre.
A confermare la decisione di rendere alla politica e attivista gli onori riservati alle grandi personalità della Repubblica è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nelle ore successive alla notizia della morte ha annunciato che il governo stava predisponendo le esequie di Stato.
Per lunedì mattina, alle 10 a Palazzo Chigi, è stato inoltre convocato il Consiglio dei ministri per gli adempimenti legati alle esequie della senatrice.
Un riconoscimento istituzionale che arriva al termine di oltre mezzo secolo di vita pubblica durante il quale Bonino è stata parlamentare italiana ed europea, commissaria europea, ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale e, infine, ministra degli Esteri.
Link to Emma Bonino è morta a 78 anniEmma Bonino è morta a 78 anni
Emma Bonino si è spenta venerdì mattina nella Casa di Cura Nostra Signora della Mercede di Roma, dove era stata trasferita dopo il ricovero dei giorni precedenti all'ospedale Santo Spirito.
Aveva 78 anni.
L'annuncio della morte è arrivato da +Europa con poche parole: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».
Le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate lunedì 7 settembre, quando era stata soccorsa nella sua abitazione romana e trasportata in codice rosso al Santo Spirito.
Il quadro clinico era stato giudicato serio e Bonino era stata ricoverata in terapia intensiva. Nonostante la gravità della situazione, nei primi giorni era rimasta vigile e lucida e aveva risposto alle terapie.
Giovedì era arrivata una notizia che aveva fatto sperare in un miglioramento: era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura sanitaria privata. Poche ore dopo, però, è arrivata la notizia della morte.
Link to Domenica la camera ardenteDomenica la camera ardente
Prima dei funerali di Stato dovrebbe essere allestita domenica 13 settembre la camera ardente per consentire ai cittadini di rendere omaggio alla storica esponente radicale.
Il segretario di +Europa Riccardo Magi, parlando con i giornalisti all'esterno della clinica nella quale Bonino è morta, ha indicato domenica come la giornata più probabile per l'apertura.
In serata restavano al vaglio diverse soluzioni per la sede. Tra le ipotesi figurano la Sala della Protomoteca in Campidoglio e il Senato della Repubblica, istituzione della quale Bonino è stata anche vicepresidente.
Gli ultimi dettagli organizzativi, compresi luogo e orari per l'omaggio pubblico, dovranno essere formalizzati dalle istituzioni.
Link to Meloni dispone le esequie di StatoMeloni dispone le esequie di Stato
La decisione del governo assume un significato particolare considerando la distanza politica che ha spesso separato Emma Bonino dall'attuale maggioranza.
È stata proprio Giorgia Meloni ad annunciare l'organizzazione delle esequie di Stato, rendendo omaggio a una personalità appartenente a una tradizione politica molto diversa dalla propria.
La presidente del Consiglio ha ricordato Bonino come una voce forte e riconoscibile della politica italiana, sottolineando come abbia sostenuto le proprie idee con determinazione per decenni.
Meloni ha evidenziato anche come le differenze di provenienza e di visione politica non le abbiano impedito di riconoscere il peso avuto da Bonino nella vita pubblica nazionale.
Link to Il ricordo di MattarellaIl ricordo di Mattarella
Tra i primi e più significativi messaggi istituzionali è arrivato quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il capo dello Stato ha espresso profondo dolore per la scomparsa di Bonino, ricordandone il contributo alla storia repubblicana e le numerose battaglie condotte durante la sua vita politica.
Dal femminismo alle campagne contro la pena di morte, dalla lotta alla fame nel mondo alla nascita del Tribunale penale internazionale, fino all'impegno per una maggiore integrazione europea: Bonino ha attraversato oltre cinquant'anni di politica italiana mantenendo come elemento centrale della propria azione la difesa dei diritti individuali.
Negli ultimi anni era tornata con particolare insistenza sul progetto degli Stati Uniti d'Europa, indicando nell'integrazione politica del continente una delle battaglie decisive per le nuove generazioni.
Link to Il Senato si ferma per ricordarlaIl Senato si ferma per ricordarla
La notizia della morte è arrivata mentre il Senato era riunito.
L'Aula ha ricordato Emma Bonino con un minuto di silenzio e un lungo applauso.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ne ha ripercorso i numerosi incarichi istituzionali, ricordando che Bonino aveva attraversato praticamente ogni livello della rappresentanza politica: deputata, senatrice, vicepresidente del Senato, ministra degli Esteri e commissaria europea.
La Russa ha sottolineato anche un elemento che ha accompagnato l'intera carriera della leader radicale: la capacità di ottenere rispetto non soltanto tra chi ne condivideva le battaglie, ma anche tra avversari politicamente molto lontani.
Link to Una vita iniziata con le battaglie radicaliUna vita iniziata con le battaglie radicali
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino entrò nella politica nazionale negli anni Settanta, legando immediatamente il proprio nome alle campagne del Partito Radicale.
Uno dei passaggi decisivi arrivò con la battaglia per la legalizzazione dell'aborto.
Nel 1975 si consegnò volontariamente alle autorità dopo aver partecipato alle attività di una struttura nella quale venivano praticate interruzioni di gravidanza clandestine. Quella scelta trasformò una questione allora confinata nella clandestinità in una grande battaglia politica nazionale.
Nel 1978 l'Italia approvò la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza.
Ma quella sull'aborto sarebbe stata soltanto una delle numerose campagne della sua vita.
Link to Dal Parlamento alla Commissione europeaDal Parlamento alla Commissione europea
Bonino è stata eletta più volte sia al Parlamento italiano sia al Parlamento europeo.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto anche il ruolo di commissaria europea, assumendo responsabilità negli aiuti umanitari e intervenendo direttamente in alcune delle crisi internazionali più drammatiche degli anni Novanta.
È stata ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee nel governo Prodi e, nel 2013, ministra degli Affari Esteri nel governo Letta, incarico ricoperto fino al febbraio 2014.
Nel tempo ha portato avanti campagne contro la pena di morte, le mutilazioni genitali femminili, la fame nel mondo e per l'affermazione della giustizia penale internazionale.
Una dimensione internazionale che ha reso Bonino una delle figure politiche italiane più conosciute anche fuori dai confini nazionali.
Link to Il rapporto con Papa FrancescoIl rapporto con Papa Francesco
Tra le immagini più sorprendenti degli ultimi anni resta quella dell'incontro con Papa Francesco.
Nonostante le enormi distanze tra alcune delle battaglie radicali di Bonino e le posizioni della Chiesa cattolica, tra i due si era sviluppato un rapporto personale improntato al rispetto.
Nel novembre 2024 Francesco uscì dal Vaticano per andare personalmente a trovarla nella sua abitazione romana dopo un grave problema di salute.
Anche La Russa, ricordandola nell'Aula del Senato, ha citato quell'incontro come uno dei simboli della capacità di Bonino di costruire relazioni umane al di là delle differenze ideologiche.
Link to La lunga battaglia contro la malattiaLa lunga battaglia contro la malattia
Negli ultimi anni la salute di Bonino era diventata più fragile.
Nel 2015 aveva reso pubblica la diagnosi di un tumore al polmone. Nel 2023 aveva poi annunciato di essere guarita, continuando anche durante la malattia a partecipare alla vita politica e alle proprie campagne.
Negli anni successivi si erano però verificati diversi ricoveri per problemi respiratori.
L'ultimo era iniziato il 7 settembre. Dopo il trasferimento al Santo Spirito e il ricovero in terapia intensiva, giovedì 10 settembre era stata spostata in una struttura privata. La morte è sopraggiunta nella mattinata di venerdì.
Link to Lunedì l'ultimo salutoLunedì l'ultimo saluto
L'attenzione si sposta ora sulle esequie di Stato di lunedì 14 settembre.
Prima ci sarà il momento dell'omaggio popolare, con la camera ardente prevista per domenica. I dettagli definitivi sull'organizzazione sono ancora in via di definizione.
Sarà un ultimo saluto che inevitabilmente andrà oltre le appartenenze politiche.
Emma Bonino ha diviso, combattuto, provocato e spesso anticipato discussioni che sarebbero diventate centrali soltanto molti anni dopo. È stata una delle protagoniste delle battaglie radicali degli anni Settanta e, contemporaneamente, una figura delle istituzioni italiane ed europee.
Dalla legalizzazione dell'aborto alla pena di morte, dai diritti delle donne alla giustizia internazionale, fino all'ultima battaglia per gli Stati Uniti d'Europa, ha continuato per oltre mezzo secolo a sostenere le proprie idee senza rinunciare al confronto.
Lunedì, con i funerali di Stato, sarà la Repubblica a renderle l'ultimo omaggio.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati