Nasce il Rhine Group: Draghi e Collison lanciano la sfida alla perdita di competitività europea

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Aisha Harrison

Una nuova iniziativa dedicata alla competitività europea. L’obiettivo è trasformare la diagnosi contenuta nel Rapporto Draghi del 2024 in un’agenda concreta di riforme.Alla guida operativa del gruppo c’è l’economista spagnolo Luis Garicano.

Nasce il Rhine Group: Draghi e Collison lanciano la sfida alla perdita di competitività europea


Economisti, imprenditori, accademici e protagonisti della politica europea riuniti per trasformare le indicazioni del Rapporto Draghi in riforme concrete. Nel gruppo anche una forte presenza italiana.
Mario Draghi e Patrick Collison, cofondatore e amministratore delegato di Stripe, hanno dato vita  al Rhine Group, una nuova iniziativa dedicata alla competitività europea. L’obiettivo è trasformare la diagnosi contenuta nel Rapporto Draghi del 2024 in un’agenda concreta di riforme.

Alla guida operativa del gruppo c’è l’economista spagnolo Luis Garicano. Attorno a lui e ai due copresidenti si riunisce una squadra composta da economisti, imprenditori tecnologici, accademici e figure della politica europea.Secondo il Rhine Group, il declino dell’Europa non è inevitabile, ma il rischio di una perdita permanente di peso economico e tecnologico è reale. Tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche mondiali, soltanto quattro sono europee, mentre il continente è in ritardo in settori strategici come intelligenza artificiale, tecnologie emergenti e ricerca.

Il problema non riguarda soltanto la crescita. Una minore produttività significa anche meno risorse per finanziare difesa, sanità, pensioni, istruzione, transizione energetica e welfare. La competitività diventa quindi una questione di sovranità e sicurezza.L’Europa, inoltre, si trova a operare in un contesto internazionale molto diverso dal passato: gli Stati Uniti sono più protezionisti, la Cina è un concorrente 


Il Rapporto Draghi aveva individuato le principali debolezze europee e formulato oltre 170 proposte su energia, industria, difesa, infrastrutture digitali, mercati dei capitali e produttività. Il problema, ora, è trasformare quelle indicazioni in decisioni politiche effettive.È questo lo spazio in cui vuole inserirsi il Rhine Group: non un'istituzione europea alternativa alla Commissione o ai governi nazionali, ma un luogo di confronto capace di mettere insieme competenze diverse e individuare riforme realizzabili.

L’approccio parte da un presupposto preciso: l’Europa non deve limitarsi a difendere il proprio modello, ma deve tornare a innovare, investire e creare imprese capaci di competere a livello globale.Nel gruppo è significativa la presenza italiana. Tra i partecipanti figurano Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, l’economista Lucrezia Reichlin, Francesco Giavazzi e Francesco Decarolis, entrambi economisti della Bocconi, oltre a Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone e oggi vicepresidente Emea di General Atlantic.

Accanto a loro siedono figure internazionali di primo piano, tra cui il Nobel per l’economia Philippe Aghion, l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves, Beatrice Weder di Mauro del Centre for Economic Policy Research e imprenditori tecnologici come Tobi Lütke di Shopify, Niklas Zennström di Atomico e Sebastian Siemiatkowski di Klarna.vazione, investimenti, energia, capitale e produttività, il rischio è che lo diventi.

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