La Cina accelera la sua corsa all’energia nucleare. Nel nuovo piano quinquennale per l’energia elettrica, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) ha fissato l’obiettivo di raggiungere circa 110 gigawatt di capacità nucleare installata entro il 2030, rispetto ai 68,5 GW attuali.
Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, citando il documento della NDRC diffuso lunedì, Pechino considera il nucleare uno dei pilastri della strategia per garantire la sicurezza energetica e sostenere la transizione verso un sistema a minori emissioni.
La Cina è già sulla traiettoria per centrare il traguardo: 58 reattori per una capacità complessiva di 69,5 GW sono in costruzione, secondo i dati dell’Amministrazione nazionale dell’energia riportati dalla People’s Daily. Altri progetti hanno già ricevuto il via libera e attendono l’avvio dei lavori.
L’ultima accelerazione è arrivata con l’approvazione da parte del Consiglio di Stato, il governo cinese, di otto nuovi reattori nucleari in quattro progetti nelle province di Zhejiang, Guangdong, Liaoning e Shandong. L’investimento complessivo previsto supera i 170 miliardi di yuan, pari a circa 25 miliardi di dollari, secondo l’emittente statale Cctv.
Dal 2022 Pechino ha approvato almeno dieci nuovi reattori all’anno. Secondo un rapporto di Gavekal Technologies, citato dal South China Morning Post, la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti come primo Paese al mondo per capacità nucleare installata entro cinque anni, quando entreranno in funzione gli impianti attualmente in costruzione.
Nonostante la rapida espansione, il nucleare continua a rappresentare circa il 5% della produzione elettrica cinese, una quota rimasta stabile negli ultimi anni. Negli Stati Uniti, invece, l’energia atomica copre quasi il 20% della generazione elettrica, secondo i dati dell’Energy Information Administration.
L’espansione nucleare si inserisce nella strategia climatica di Pechino, che punta a raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. Il nuovo piano energetico prevede inoltre che entro il 2030 il 50% dell’elettricità cinese derivi da fonti non fossili, con un aumento della capacità idroelettrica fino a 410 GW e una crescita delle fonti verdi come biomasse e geotermia.
Il carbone resta tuttavia la principale fonte energetica del Paese, anche se nella prima metà dell’anno la sua quota nella produzione elettrica è scesa per la prima volta sotto il 50%.
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