Eredità Agnelli, il Gip: “Trust fittizi, donazioni false e addirittura un libro: il piano degli Elkann per fuggire al fisco”

di

Carlo Longo
Eredità Agnelli, il Gip: “Trust fittizi, donazioni false e addirittura un libro: il piano degli Elkann per fuggire al fisco”

Link to Il fulcro della vicenda ruota intorno alla residenza di Marella Caracciolo, nonna degli Elkann, che formalmente risultava in Svizzera anche quando la malattia la costringeva a rimanere a TorinoIl fulcro della vicenda ruota intorno alla residenza di Marella Caracciolo, nonna degli Elkann, che formalmente risultava in Svizzera anche quando la malattia la costringeva a rimanere a Torino

Le indagini della Procura di Torino su John Elkann e i suoi fratelli, Lapo e Ginevra, rivelano presunti tentativi di nascondere parte dell’eredità di Gianni Agnelli in conti offshore, situati tra le Isole Vergini, Bahamas e Lussemburgo, per evitare il pagamento delle tasse in Italia.  Nel dettaglio la strategia per occultare al fisco italiano il patrimonio comprendeva anche la creazione di trust fittizi a Nassau, Bahamas, chiamati “The Providenza Settlement” e “The Providenza II Settlement”, attraverso cui furono trasferiti beni per circa 800 milioni di euro. Alla morte di Marella nel 2019, tali beni passarono ai nipoti aggirando le tasse di successione. Il decreto di sequestro da 74 milioni di euro è basato sull’accusa che gli Elkann abbiano orchestrato il trasferimento del denaro fruttando 116 milioni di euro in proventi non dichiarati.

Il fulcro della vicenda ruota intorno alla residenza di Marella Caracciolo, nonna degli Elkann, che formalmente risultava in Svizzera anche quando la malattia la costringeva a rimanere a Torino. Secondo i magistrati, John Elkann avrebbe gestito questa operazione in modo da far passare la residenza svizzera come legittima, coinvolgendo avvocati, notai e dipendenti in uno sforzo coordinato per sottrarre parte del patrimonio all’erario italiano e agli occhi della madre, Margherita Agnelli. Tra i beni inclusi ci sarebbero anche gioielli e quadri per un valore di oltre 170 milioni di euro, tra cui un paio di orecchini con diamante blu, valutati circa 78 milioni di euro, che sarebbero stati fatti risultare in maniera fraudolenta un regalo da parte della nonna mentre era ancora in vita, a Ginevra Elkann.

Secondo i pubblici ministeri, uno degli strumenti utilizzati per sostenere la fittizia residenza svizzera di Marella Caracciolo sarebbe stato anche il libro “Ho coltivato il mio giardino” (titolo inglese The Last Swan), pubblicato nel 2014 da Adelphi. L’accusa ipotizza che l’opera, un racconto dei “luoghi del cuore” della vedova di Gianni Agnelli, sia stata ispirata e manipolata da John Elkann per rafforzare l’immagine della residenza in Svizzera della nonna. Nel decreto del gip si legge che il testo sarebbe stato modificato, con correzioni e aggiunte, per sottolineare come Marella avesse lasciato St. Moritz per motivi di salute, trasferendosi a Leunen, vicino a Gstaad, dove avrebbe trovato un nuovo rifugio tra amici. Tra le altre accortezze messe in atto, sempre secondo i pm, vi sarebbe stata l’assunzione di una persona part-time, con il compito di creare l’illusione che la casa a Leunen fosse abitata regolarmente, e non abbandonata. Questo stratagemma, insieme al libro, avrebbe fatto parte di un piano complessivo per rendere più credibile la permanenza in Svizzera di Marella Caracciolo, nonostante la realtà dei fatti fosse diversa.

I legali dei fratelli Elkann contestano il sequestro e affermano che tutti gli obblighi fiscali sono stati rispettati e che i loro beni sono stati sempre dichiarati in modo trasparente. Tuttavia, le indagini proseguono, e i documenti sequestrati dai computer di John Elkann e dei suoi collaboratori, tra cui Gianluca Ferrero, commercialista e presidente della Juventus, rivelano strategie per mantenere la residenza svizzera della nonna, nonostante non fosse più legittimata a risiedere in Svizzera almeno dal 2010.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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