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Una rete internazionale organizzata, composta da uomini che progettavano e incoraggiavano violenze sessuali contro le proprie mogli e compagne, è stata smantellata da Europol nell'ambito della vasta Operazione Medusa. L'inchiesta ha portato all'arresto di 57 persone in diversi Paesi e all'identificazione di 156 soggetti, tra presunti autori e vittime. Le indagini hanno fatto emergere un sistema inquietante di forum e chat criptate in cui gli indagati condividevano istruzioni, consigli e video relativi a stupri commessi dopo aver sedato le proprie partner con farmaci o altre sostanze.
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Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli uomini si incontravano all'interno di comunità online a sfondo misogino, dove si scambiavano informazioni su quali sostanze utilizzare per stordire le vittime senza che queste se ne accorgessero.
Le conversazioni non si limitavano a raccontare le violenze già commesse. In molti casi gli utenti pianificavano gli abusi, invitavano altri uomini a partecipare agli stupri e condividevano fotografie e filmati delle aggressioni. Le vittime, quasi sempre mogli o compagne, spesso non erano consapevoli di quanto accaduto perché rese incoscienti dai narcotici.
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L'indagine è stata coordinata da Europol con la guida delle autorità di Germania e Regno Unito e ha coinvolto diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Paesi Bassi, Ungheria, Brasile, Canada e Stati Uniti.
Nel corso dell'operazione sono state inoltre individuate quattro comunità online finora sconosciute agli investigatori e aperte 274 nuove piste investigative, a dimostrazione di come il fenomeno sia molto più esteso di quanto inizialmente ipotizzato. Secondo Europol, sono state messe in sicurezza anche 158 donne, potenziali vittime della rete criminale.
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Gli investigatori parlano di un modello criminale strutturato e non di episodi isolati.
Le comunicazioni sequestrate mostrano infatti una pianificazione dettagliata delle aggressioni, la condivisione di tecniche per ottenere farmaci sedativi e una continua legittimazione reciproca tra gli autori delle violenze. Per Europol, si tratta di un'organizzazione che sfrutta le piattaforme digitali per alimentare e normalizzare gli abusi sessuali all'interno delle relazioni di coppia.
Link to Il precedente del caso Gisèle PelicotIl precedente del caso Gisèle Pelicot
L'inchiesta richiama inevitabilmente il caso di Gisèle Pelicot, la donna francese che per anni fu drogata dal marito Dominique Pelicot, il quale organizzò decine di stupri da parte di altri uomini all'interno della loro abitazione senza che lei ne fosse consapevole.
Quel processo, conclusosi con pesanti condanne, aveva mostrato come simili dinamiche potessero svilupparsi anche attraverso reti online. L'Operazione Medusa conferma ora che non si trattava di un caso isolato, ma di un fenomeno molto più ampio e organizzato.
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Oltre alle violenze sessuali, gli indagati dovranno rispondere anche di altri reati.
Le autorità stanno infatti valutando contestazioni che comprendono lesioni personali gravi, somministrazione illecita di sostanze e, in alcuni casi, anche tentato omicidio. Europol ha ricordato che sia la sedazione non consensuale sia ogni forma di violenza sessuale costituiscono reati gravissimi perseguibili penalmente.
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Secondo Europol, il numero di arresti rappresenta soltanto una parte del problema.
Le indagini hanno evidenziato come molte vittime ignorassero completamente di essere state drogate e abusate, rendendo estremamente difficile denunciare le violenze. Per questo motivo il Progetto Medusa, avviato nei mesi scorsi, proseguirà con nuove investigazioni internazionali per individuare altre reti digitali e identificare ulteriori responsabili.
L'operazione conferma come Internet possa trasformarsi in uno strumento di coordinamento anche per forme estreme di violenza di genere. Per gli investigatori europei si tratta di uno dei casi più gravi mai emersi nel contrasto alle aggressioni sessuali organizzate online, destinato ad aprire nuove inchieste in numerosi Paesi.
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