Revocato l'obbligo di dimora a Maria Concetta Riina: torna libera, ma resta indagata

di

Mario Tosetti

Il Gip di Firenze revoca l'obbligo di dimora a Maria Concetta Riina, figlia del boss di Cosa Nostra Totò Riina. Resta indagata insieme al marito per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori toscani

Revocato l'obbligo di dimora a Maria Concetta Riina: torna libera, ma resta indagata

Maria Concetta Riina, figlia primogenita del boss di Cosa Nostra Totò Riina, torna in libertà. Il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha disposto la revoca dell'obbligo di dimora nel comune di Corleone, accogliendo l'istanza presentata dai suoi difensori, nonostante il parere contrario della Procura. La donna resta comunque indagata, insieme al marito Antonino Ciavarello, nell'ambito dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze per estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione ai danni di due imprenditori toscani.

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Con il nuovo provvedimento viene meno anche l'ultima misura cautelare ancora in vigore nei confronti della figlia del boss corleonese.

Maria Concetta Riina era uscita dal carcere lo scorso gennaio, quando il Gip aveva sostituito la custodia cautelare con l'obbligo di dimora a Corleone. Nelle scorse settimane il Tribunale del Riesame aveva confermato quella misura, respingendo sia la richiesta della Procura di ripristinare il carcere sia l'istanza della difesa per eliminarla. Ora il giudice ha invece accolto la richiesta dei legali Francesco Olivieri e Tiziana Dell'Anna, consentendo alla donna di tornare completamente libera in attesa degli sviluppi del procedimento.

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L'inchiesta coordinata dalla Dda di Firenze riguarda presunte richieste estorsive rivolte a due imprenditori toscani.

Secondo l'accusa, Maria Concetta Riina e il marito avrebbero avanzato ripetute richieste di denaro accompagnate da comportamenti intimidatori ritenuti riconducibili al metodo mafioso. In almeno uno dei casi, gli investigatori sostengono che le pressioni avrebbero indotto la vittima a consegnare denaro e altri beni. Le indagini, condotte dal Ros dei Carabinieri, si sono concluse con la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, ma il processo deve ancora iniziare.

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Soddisfatti gli avvocati della figlia di Totò Riina.

I difensori hanno accolto con favore la decisione del Gip, sostenendo che la revoca dell'obbligo di dimora rappresenta un riconoscimento della fondatezza delle argomentazioni difensive presentate al giudice. I legali hanno ribadito la convinzione che il futuro processo consentirà di chiarire definitivamente i fatti contestati ai loro assistiti.

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Diversa la posizione della Procura di Firenze, che aveva espresso parere contrario alla revoca della misura cautelare.

Gli inquirenti continuano a ritenere sussistenti gli elementi raccolti nel corso dell'inchiesta e, nei mesi scorsi, avevano già tentato di ottenere il ritorno in carcere della coppia. Una richiesta che era stata respinta, così come ora è stata superata anche l'ultima misura restrittiva ancora in vigore nei confronti di Maria Concetta Riina.

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La revoca dell'obbligo di dimora non chiude il procedimento giudiziario.

Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello restano formalmente indagati e dovranno affrontare il successivo iter processuale. Sarà il dibattimento a stabilire se le accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso troveranno conferma oppure se le tesi della difesa prevarranno.

La decisione del Gip riguarda esclusivamente la misura cautelare e non rappresenta un giudizio sul merito delle contestazioni. Tuttavia, il provvedimento segna un passaggio importante nella vicenda giudiziaria che coinvolge la figlia dell'ex capo di Cosa Nostra, riportandola in libertà in attesa del processo

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