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Il Piano strutturale di bilancio (Psb) mette nero su bianco l’intenzione del governo di potenziare i controlli sugli scontrini emessi in modo da verificare più velocemente e con più precisione le eventuali omissioni nelle dichiarazioni dei redditi. In particolare, si guarda quindi al meccanismo dello scontrino elettronico, tramite cui le informazioni si dovrebbero collegare direttamente a quelle dei Pos utilizzati dai vari esercizi commerciali.
MAGGIORI CONTROLLI SUGLI SCONTRINI
La volontà del governo di fare cassa sull'evasione è messa nero su bianco nel documento che accompagna il Piano strutturale di bilancio approvato lo scorso 27 settembre, dove sono contenute le direttive economiche da qui al 2029 e dove viene spianata la strada all’imminente Manovra finanziaria per il 2025. Uno dei metodi di contrasto all’evasione che ci si propone di potenziare è il controllo sugli scontrini e sulle omesse o incorrette dichiarazioni.Il giro di vite sugli scontrini dovrà passare attraverso “un pieno collegamento delle informazioni derivanti dai pagamenti elettronici e dal registro dei corrispettivi”, in modo che il Fisco possa avere sempre sotto mano tutte le informazioni e i dati necessari per accorgersi di eventuali evasioni.
PAGAMENTI E SCONTRINI ELETTRONICI
Fondamentale sarà soprattutto l’elaborazione delle operazioni “al consumo finale”, quindi quelle tra esercenti e consumatori. L’obiettivo è riuscire a “potenziare la tracciabilità, la tempestività e la capillarità” delle informazioni che arriveranno al Fisco. Si torna quindi a a parlare dello scontrino elettronico, strumento che non ha ancora visto la luce e che dovrebbe entrare direttamente nel database dell’Agenzia delle Entrate, allo stesso modo di quanto già succede con le fatture elettroniche emesse dalle partite Iva. Al momento invece molto è lasciato ancora alla buona fede di chi compila la propria dichiarazione dei redditi, per questo l’obiettivo finale è arrivare a un meccanismo per cui le informazioni degli scontrini si ricolleghino direttamente a quelle dei Pos utilizzati dai vari esercizi commerciali. In questo modo si potrà controllare se a qualsiasi pagamento effettuato con bancomat o carta di credito corrisponde la relativa fattura o il relativo scontrino.
EVASORI E PNRR
Non si tratta di certo del primo tentativo da parte dei governi di mettere a punto sistemi simili per controllare in maniera efficace gli evasori, anche perché la lotta al fenomeno figura tra i punti principali del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel corso degli anni si è fatto ricorso a vari metodi per riuscire non solo a controllare ma anche a incentivare la diffusione dei pagamenti elettronici. Ai tempi del Covid, nel 2020, il secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte aveva pensato al Cashback (poi sospeso nel 2021 da Mario Draghi). In quel caso si andava ad agire sul lato dei consumatori: era previsto - in alcune circostanze - un rimborso del 10% su quanto speso tramite pagamento elettronico, con tetto massimo fissato a 3mila euro. Si apriva quindi la possibilità di ottenere indietro fino a 300 euro.
OBBLIGHI E SANZIONI
Molto discussa era poi stata la norma che andava a prevedere specifiche sanzioni per rendere obbligatorio il Pos non solo per i lavoratori professionisti, ma anche per tutti gli esercizi commerciali. La norma prevede che per ogni transazione elettronica rifiutata – di qualsiasi importo, anche minimo – scatta adesso una sanzione da 30 euro, a cui aggiungere il 4% dell’importo rifiutato. Dal 2024, inoltre, si è ampliato l’apparato sanzionatorio. In particolare, il dl n.39 del 2024 – il cd decreto Superbonus - ha esteso l’applicazione di multe fino a 21mila euro per l'omessa, tardiva o errata comunicazione dei dati POS relativi alle transazioni effettuate quotidianamente da parte degli operatori finanziari.
LA TAX COMPLIANCE
Parallelamente al contrasto al fenomeno dell'evasione, al fine di reperire nuove risorse il Psb va anche a prevedere nuove forme di tax compliance, attraverso "l’introduzione e la definizione di un indicatore aggregato di recupero complessivo di gettito fiscale versato spontaneamente dai contribuenti a seguito delle azioni di prevenzione e attività di controllo più efficaci realizzate dall'Amministrazione fiscale". Per il conseguimento di questo obiettivo, il Psb del governo indica l'azione su "due fronti": da un lato "l’ampliamento dei servizi erogati dalle Agenzie fiscali per favorire la semplificazione dei rapporti con i contribuenti e la promozione della tax compliance a costo ridotto"; dall’altro, si punta a "potenziare il sistema informativo della fiscalità e interoperabilità banche dati".
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