di Roberto Crowe
A Città del Messico il terzo posto vale più di una vittoria. Andrea Kimi Antonelli taglia il traguardo alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton e conquista il campionato del mondo di Formula 1. A vent’anni, il pilota della Mercedes riporta un italiano al vertice dell’automobilismo dopo un’attesa lunga 73 anni: l’ultimo era stato Alberto Ascari, campione con la Ferrari nel 1953.
È un risultato che cambia le misure della precocità nella categoria. Antonelli diventa il più giovane campione del mondo, superando il primato stabilito da Sebastian Vettel nel 2010, quando il tedesco conquistò il titolo a 23 anni. Un traguardo raggiunto appena alla seconda stagione in Formula 1, al termine di un’ascesa rapidissima.
Al Gran Premio del Messico il bolognese arrivava con un vantaggio di 123 punti sul compagno di squadra George Russell e di 124 su Hamilton. Gli sarebbe bastato un nono posto per chiudere matematicamente la partita. Il podio mette il sigillo a un campionato nel quale aveva già conquistato nove vittorie, prendendo il comando della classifica in Giappone e costruendo un margine sempre più ampio sugli inseguitori. Tra i successi, quello di Monza davanti al pubblico italiano e quello di Austin, che lo aveva portato a un passo dalla consacrazione.
Il titolo premia anche la scelta della Mercedes, che gli ha affidato il sedile lasciato proprio da Hamilton al momento del trasferimento in Ferrari. Sostituire un sette volte campione del mondo significava entrare immediatamente sotto osservazione. Antonelli ha attraversato l’apprendistato del debutto per arrivare, nel giro di due stagioni, alla conquista del riconoscimento più importante.
Nato a Bologna il 25 agosto 2006, Andrea Kimi è cresciuto in una famiglia legata alle corse: il padre Marco è stato pilota e responsabile di una scuderia. I primi passi sui kart arrivano a sette anni. Nel 2019, quando ne ha appena dodici, entra nel programma giovani della Mercedes, che ne accompagna la formazione. I titoli europei di karting del 2020 e del 2021 confermano le qualità di un ragazzo destinato a bruciare le tappe.
Il passaggio alle monoposto trasforma le promesse in risultati. Nel 2022 conquista sia il campionato italiano sia quello tedesco di Formula 4; l’anno successivo vince la Formula Regional Middle East e quella europea. Nel 2024 approda direttamente in Formula 2 con Prema, saltando la Formula 3. Chiude il campionato al sesto posto e ottiene due successi diversi e significativi: nella Sprint di Silverstone sotto la pioggia e nella gara principale di Budapest.
Il 2025 è l’anno dell’esordio in Formula 1. Debutta a Melbourne, conquista in Canada il primo podio e conclude la stagione con altri due piazzamenti tra i primi tre, in Brasile e a Las Vegas. Il bilancio è di 150 punti e del settimo posto nel Mondiale: una prima stagione fatta di risultati, difficoltà e progressi, sulla quale costruire il salto successivo.
Quel salto è diventato un titolo mondiale. Sul podio messicano, accanto a Verstappen e Hamilton, Antonelli porta il volto di una nuova generazione e restituisce all’Italia una storia che sembrava appartenere soltanto agli archivi. Da Ascari a Kimi sono trascorsi 73 anni. Ora il nome di un pilota italiano torna nell’albo d’oro della Formula 1.
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