Gaza, una miniera d'oro. Le parole del ministro delle Finanze israeliano sono un insulto ai 15 mila bambini morti

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Gaza, una miniera d'oro. Le parole del ministro delle Finanze israeliano sono un insulto ai 15 mila bambini morti

Gaza, una miniera d'oro. Le parole del ministro delle Finanze israeliano sono un insulto ai 15 mila bambini morti

Link to Bezalel Smotrich parla di Eldorado immobiliare mentre a Gaza si continua a morire.  Il piano Usa-Israele trasforma la ricostruzione della Striscia in un affare da 100 miliardi di dollari, con la mediazione di Tony Blair e Jared Kushner ed Europa e Paesi arabi restano scandalosamente a guardare. Il debole piano di sanzioni Ue che deve essere approvatoBezalel Smotrich parla di Eldorado immobiliare mentre a Gaza si continua a morire.  Il piano Usa-Israele trasforma la ricostruzione della Striscia in un affare da 100 miliardi di dollari, con la mediazione di Tony Blair e Jared Kushner ed Europa e Paesi arabi restano scandalosamente a guardare. Il debole piano di sanzioni Ue che deve essere approvato

 

 

gazaGaza è una miniera d’oro. Lo ha detto il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich, che intervenendo al vertice sulla rigenerazione urbana organizzato dal Centro immobiliare e dal portale Madlan 2025, ha dichiarato che la ricostruzione della Striscia potrà trasformarsi in un vero e proprio “Eldorado immobiliare” rivelando che Tel Aviv ha  “già iniziato una trattativa con gli americani” e che esiste un “business plan” messo a punto “dalle persone più professionali che ci siano” che si trova ora sul tavolo del presidente americano. “Non sto scherzando”, ha aggiunto anche spiegando che in questo modo Israele rientrerà completamente dai costi della guerra.

Parole le sue che suonano come un feroce insulto ai morti,  ai 15 mila bambini le cui vite sono state spezzate dalle bombe di Tel Avivi. Bambini che giocavano felici,  che andavano a scuola e che sono rimasti sepolti sotto cumuli di cemento. Giovanni ai quali è stato precluso il diritto al futuro. Famiglie spezzate che hanno visto le loro case trasformarsi in macerie. Un feroce insulto a un popolo costretto a lasciare la propria terra, a rinunciare alle proprie radici. Un popolo brutalmente piegato dalla furia sanguinaria di un governo aguzzino che ha vergognosamente strumentalizzato la propria tragedia storica, trasformandosi da vittima in carnefice.

Così mentre la Striscia brucia, mentre i cadaveri vengono estratti dalle macerie, mentre la gente continua a morire sotto gli incessanti raid israeliani che si susseguono al ritmo di quattro all’ora,  c’è chi pensa ai futuri profitti. Questa è barbarie, assoluta barbarie. E’ disprezzo per la vita altrui. E’ l’espressione più cruda di disumanità.

Secondo le autorità di Gaza, le vittime hanno superato le 65 mila, con oltre 400 mila sfollati. E nessuno, tra gli stati del mondo fa sentire forte la propria voce. dove sono i Paesi arabi? Dove sono le istituzioni che dovrebbero proteggere i palestinesi e invece si limitano a osservare e negoziare interessi economici?  Solo ieri l’Europa ha discusso di ipotetiche sanzioni parziali e dazi commerciali a Israele, ma non ha ancora trovato la voce unica per condannare un progetto che trasforma un massacro in un affare internazionale. Il pacchetto prevede: sospensione del commercio preferenziale nell’ambito dell’accordo UE-Israele, con applicazione di dazi su alcune merci; sanzioni a ministri israeliani estremisti (tra cui Smotrich e Ben Gvir) e a esponenti di Hamas; coloni violenti e organizzazioni in Cisgiordania. Misure che escludono le armi e devono comunque essere approvato dal Consiglio dell’Unione Europea a maggioranza qualificata, con Italia e Germania decisive per l’esito finale. Finora entrambi i governi si oppongono, insieme ad Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria, rendendo incerto l’esito. Immediata è stata la reazione del  governo israeliano all’annuncio, con il ministro degli Esteri Gideon Saar che ha accusato l’Ue di “dare potere a Hamas” e ha definito la proposta “basata su false accuse e difetti legali”, confermando che Israele non  modificherà le proprie politiche riguardo a Gaza e alla Cisgiordania.

Ma qual è il piano per trasformare Gaza in un resort da milioni di dollari? Secondo fonti del Washington Post, la Striscia verrà trasformata in una “zona fiduciaria” americana per almeno dieci anni con l’insediamento di una governance internazionale che garantisca la sicurezza, ma soprattutto permetta investimenti miliardari e il controllo delle risorse dell’area. Nel progetto sarebbero coinvolti anche Tony Blair, ex premier britannico e inviato speciale per il Medio Oriente, incaricato di mediare la gestione della ricostruzione, e il genero di Donald Trump, Iared Kushner L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’area secondo interessi strategici degli Usa e aprire la Striscia a un business plan immobiliare ed economico su larga scala. Il progetto, al quale è stato dato il nome di Great, Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust (Great) prevede un investimento da 100 miliardi di dollari.

 

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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