Immigrazione, nel 2025 boom di nuovi permessi di soggiorno: aumento del 47,2% in un anno

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Pierpaolo Carmine Beccarisi

Rilasciati quasi 427mila nuovi titoli, il livello più alto degli ultimi quindici anni dopo il picco del 2022. A trainare sono soprattutto i ricongiungimenti familiari e gli ingressi per studio. In calo le domande di asilo, mentre gli stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia superano quota 4 milioni

Immigrazione, nel 2025 boom di nuovi permessi di soggiorno: aumento del 47,2% in un anno

Nel 2025 l’Italia ha registrato un forte aumento dei nuovi permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari. Secondo il rapporto dell’Istat, nell’arco dell’anno sono stati concessi 426.956 nuovi titoli, con una crescita del 47,2% rispetto ai 290.119 del 2024.

Si tratta del dato più elevato degli ultimi quindici anni, fatta eccezione per il picco del 2022, quando gli ingressi erano stati influenzati dall’arrivo dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. L’incremento ha interessato soprattutto le donne, per le quali i nuovi permessi sono aumentati del 56,5%, contro il 41,6% registrato tra gli uomini. La componente femminile rappresenta così il 39,6% del totale dei nuovi ingressi.

A trainare la crescita sono stati in particolare i motivi familiari: i permessi rilasciati per ricongiungimenti e altre esigenze legate alla famiglia sono stati 168.733, pari al 39,5% del totale, con un aumento del 61,2% rispetto all’anno precedente. È il valore più alto degli ultimi quindici anni e quasi la metà dei titoli di questa categoria, il 47,9%, riguarda minori.

L’Istat osserva che l’incremento potrebbe essere legato anche alla tempistica delle domande, presentate in molti casi "proprio prima dell’introduzione dei nuovi requisiti restrittivi". Crescono sensibilmente anche i permessi per studio, aumentati del 76% e arrivati a oltre 35mila, pari all’8,3% dei nuovi titoli. A favorire il risultato sono state anche le iniziative promosse dagli atenei italiani per attirare studenti stranieri. Tra i Paesi di provenienza spicca la Cina, con 4.588 permessi rilasciati per motivi di studio. In aumento anche i permessi per lavoro, che raggiungono circa 59mila unità, il 45,9% in più rispetto al 2024. Il dato rimane tuttavia "molto al di sotto" dei 165mila ingressi programmati dal decreto del presidente del Consiglio del 2023.

La componente maschile continua a prevalere nettamente in questa categoria, rappresentando l’83,2% dei beneficiari. Salgono del 30,5% anche i permessi legati alla protezione, che costituiscono il 31,8% del totale dei nuovi titoli. Per quanto riguarda le cittadinanze, il Marocco torna al primo posto tra i Paesi di provenienza, con 44.549 nuovi permessi e un incremento del 72,8%. Seguono il Bangladesh, con 39.807 titoli, l’Egitto con 32.235, l’Albania con 31.777 e l’India con 30.227, in crescita del 78,8%. Sul piano territoriale, la Lombardia si conferma la principale area di destinazione, concentrando il 23% dei nuovi permessi rilasciati in Italia. Di segno opposto l’andamento delle richieste di asilo, scese a 128.665 nel 2025, rispetto alle 151.120 dell’anno precedente. Nel corso dell’anno le Commissioni territoriali hanno esaminato 104.560 prime domande, respingendone il 70%, una quota in aumento di quasi sei punti percentuali rispetto al 2024.

L’Istat precisa che questo dato riguarda esclusivamente le prime istanze esaminate e non coincide con il numero delle richieste presentate nello stesso anno. Tra le cittadinanze considerate, quella marocchina registra il tasso di rigetto più elevato, pari al 90,2%. Alla fine del 2025, gli stranieri non comunitari titolari di un permesso di soggiorno regolare in Italia erano complessivamente 4.030.016, il 5,8% in più rispetto al 2024.

Tra i cambiamenti più significativi emerge la diminuzione dei cittadini ucraini, scesi del 21,4%, con oltre 84mila permessi in meno. Anche le persone beneficiarie della protezione temporanea sono diminuite in modo consistente, passando da 160.600 a 64.306. Sul fronte della cittadinanza italiana, le acquisizioni sono state 196.955, in calo del 9,4% rispetto all’anno precedente. Poco più di 178mila hanno riguardato cittadini non comunitari. Particolarmente marcata la flessione delle acquisizioni per ius sanguinis, diminuite del 41,6% e scese sotto quota 13mila, dopo le modifiche introdotte dal decreto-legge 36/2025. Tra le comunità che hanno ottenuto maggiormente la cittadinanza italiana si confermano al primo posto gli albanesi, con 25.725 acquisizioni, seguiti dai marocchini, con 23.386.

I dati dell’Istat delineano così un quadro caratterizzato da un aumento significativo dei nuovi permessi di soggiorno e delle presenze regolari, sostenuto soprattutto dai motivi familiari e dallo studio, mentre diminuiscono le richieste di asilo e le acquisizioni di cittadinanza.

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