Incendio devastante in Andalusia: almeno 11 vittime e decine di dispersi in Spagna

di

Carlo Longo

Le fiamme si sono propagate rapidamente in un’area caratterizzata da vegetazione secca e terreno difficile, costringendo le autorità a evacuare migliaia di residenti

Incendio devastante in Andalusia: almeno 11 vittime e decine di dispersi in Spagna

Un incendio di vaste proporzioni ha colpito la provincia di Almería, nel sud della Spagna, provocando una delle peggiori emergenze ambientali degli ultimi anni in Andalusia. Il rogo, sviluppatosi nel territorio comunale di Los Gallardos, ha causato almeno undici vittime, mentre il numero dei feriti è salito a otto, quattro dei quali in condizioni gravi. Restano inoltre 23 persone disperse, secondo un bilancio ancora provvisorio fornito dalle autorità.

L’allarme è scattato nel pomeriggio di giovedì, quando alcuni cittadini hanno segnalato ai servizi di emergenza la caduta di un cavo elettrico nei pressi di una strada e di una zona ricca di vegetazione secca. Alcuni testimoni hanno collegato l’episodio all’origine dell’incendio, ma al momento non esistono conferme ufficiali sulle cause del disastro.

Le fiamme si sono diffuse con estrema rapidità, alimentate dalle condizioni ambientali favorevoli alla propagazione del fuoco. Secondo Antonio Sanz, responsabile regionale per la Sanità e le Emergenze, molte delle vittime sono state trovate all’interno delle proprie automobili, sorprese dall’avanzata improvvisa dell’incendio mentre cercavano di allontanarsi dalla zona.

Il funzionario ha spiegato che il rogo ha avuto una velocità di espansione eccezionale, anche a causa della conformazione del territorio, caratterizzato da pendii difficili da attraversare e dalla presenza di abitazioni sparse. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che alcune vittime, probabilmente turisti stranieri, abbiano tentato di lasciare l’area seguendo percorsi alternativi rispetto alle vie di evacuazione indicate.

Per facilitare il riconoscimento delle persone ancora irreperibili, la polizia ha istituito un punto di raccolta per le denunce dei familiari e per la raccolta di campioni biologici necessari alle procedure di identificazione. L’Agenzia andalusa per le emergenze e il numero 112 hanno inoltre attivato una linea dedicata all’assistenza delle famiglie coinvolte.

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L’emergenza ha costretto le autorità a disporre numerose evacuazioni preventive. Nelle prime ore di venerdì sono stati sgomberati alcuni quartieri di Los Gallardos e diverse aree del vicino comune di Bédar. Circa ottanta persone residenti ad Antas sono state trasferite temporaneamente in una struttura religiosa, mentre complessivamente il governo regionale ha disposto l’allontanamento precauzionale di circa mille persone.

Un centro sportivo comunale è stato trasformato in un punto di accoglienza per gli sfollati, ospitando alcune decine di persone. A Bédar sono stati registrati ulteriori casi di persone colpite dalle conseguenze del fumo e delle fiamme: una donna è stata ricoverata per ustioni, mentre altri residenti hanno ricevuto cure per difficoltà respiratorie e lesioni meno gravi.

Il fronte dell’incendio ha inoltre provocato importanti conseguenze sulla viabilità. Alcuni tratti stradali, compresa una porzione autostradale vicina all’area colpita, sono stati chiusi per consentire le operazioni dei soccorritori. Anche una cerimonia istituzionale prevista per il rinnovo del governo regionale andaluso è stata rinviata a causa della situazione di emergenza.

Antonio Sanz ha definito l’evento «una tragedia senza precedenti» e il più grave incendio mai registrato nella regione. Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime.

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L’incendio di Los Gallardos non è l’unico fronte aperto in Andalusia. Sempre nella giornata di giovedì un altro rogo ha interessato la zona di Estepona, nella provincia di Malaga. Spinto dal vento, l’incendio si è progressivamente avvicinato al comune di Benahavís, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di circa cento residenti lungo la Costa del Sol e la chiusura temporanea di alcune strade.

Un ulteriore incendio è stato segnalato nella provincia di Córdoba, dove le fiamme hanno portato alla chiusura di una strada e alla sospensione del traffico ferroviario tra Alcolea de Córdoba e il capoluogo provinciale, con ripercussioni anche sui collegamenti ad alta velocità verso Madrid.

Negli stessi giorni altri incendi hanno colpito il nord-est della Spagna, in particolare l’area dei Pirenei al confine con la Francia. Le fiamme hanno distrutto oltre venti chilometri quadrati di vegetazione, gran parte dei quali all’interno dell’area naturale protetta di Les Gavarres.

L’ondata di incendi arriva dopo un periodo segnato da temperature eccezionalmente elevate. Il mese di giugno è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. In Spagna, secondo i dati disponibili, è risultato finora il mese più devastante dell’anno sul fronte degli incendi, con circa 160 chilometri quadrati di territorio già bruciati.

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