Nuova ondata di caldo sull'Europa: Italia ancora sotto afa, l'Oms lancia l'allarme

di

Carlo Longo

Temperature fino a 43 gradi in diversi Paesi europei. L'Organizzazione mondiale della sanità invita a rafforzare le misure di prevenzione, mentre in Italia aumentano le città con allerta caldo

Nuova ondata di caldo sull'Europa: Italia ancora sotto afa, l'Oms lancia l'allarme

L'Europa si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo estremo. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Regione Europa, nei prossimi giorni le temperature raggiungeranno livelli molto elevati in numerosi Paesi, con punte fino a 43 gradi tra Portogallo e Spagna meridionale. Anche Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo sono attesi da un deciso aumento delle temperature, mentre vaste aree dell'Asia centrale continuano a fare i conti con valori prossimi ai 40 gradi.

Di fronte a uno scenario sempre più critico, il direttore regionale dell'Oms Europa, Hans P. Kluge, ha riunito rappresentanti di 41 Stati membri e della Commissione europea per fare il punto sulle strategie di risposta alle ondate di calore. L'obiettivo dell'incontro è stato valutare quanto appreso dalle recenti emergenze climatiche e verificare il livello di preparazione dei sistemi sanitari.

Secondo Kluge, il caldo estremo deve essere considerato una vera emergenza sanitaria e non un semplice evento meteorologico. Durante il confronto sono emersi progressi significativi nella gestione del rischio, ma anche criticità che richiedono interventi rapidi, soprattutto per proteggere le categorie più vulnerabili.

L'Oms ha inoltre evidenziato l'importanza dei Piani d'azione contro il caldo, ricordando che strumenti come i sistemi di allerta precoce, l'assistenza alle persone fragili e il monitoraggio sanitario possono ridurre in modo significativo la mortalità. Tra gli esempi positivi è stato citato anche il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, in grado di fornire dati quasi in tempo reale.

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Anche il nostro Paese è interessato dal rafforzamento dell'anticiclone africano, che sta riportando temperature elevate su gran parte della penisola. Il bollettino del Ministero della Salute registra un aumento delle città con livello di allerta arancione, il secondo grado della scala di rischio, riservato alle condizioni che possono avere effetti sulla salute delle persone più fragili.

Le città interessate dall'allerta comprendono, tra le altre, Firenze, Milano, Bologna, Torino, Venezia, Verona, Brescia, Perugia, Pescara e Ancona. Firenze resta l'osservata speciale, con il primo bollino rosso della nuova ondata di calore e temperature percepite che potrebbero raggiungere i 37 gradi.

Le previsioni indicano giornate prevalentemente soleggiate su gran parte del territorio nazionale. Solo nelle ore pomeridiane saranno possibili isolati rovesci lungo i rilievi alpini e appenninici. Un temporaneo peggioramento è previsto nel fine settimana sulle regioni settentrionali, con fenomeni destinati a esaurirsi rapidamente.

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La Spagna continua a registrare temperature eccezionalmente elevate, con punte superiori ai 44 gradi in Aragona, Catalogna e Comunità Valenciana e valori oltre i 42 gradi in numerose province dell'Andalusia, dell'Estremadura e della Castiglia-La Mancia. L'Agenzia meteorologica spagnola mantiene elevato il livello di allerta per il forte impatto delle alte temperature sulla salute.

Situazione critica anche in Marocco, dove il vento caldo e secco proveniente dal Sahara sta favorendo temperature fino a 48 gradi, e nel Regno Unito, alle prese con la terza ondata di caldo dell'anno. In Inghilterra meridionale e nelle Midlands sono attesi valori superiori ai 30 gradi, con allerte sanitarie rivolte soprattutto alle persone anziane e ai soggetti più vulnerabili.

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L'Agenzia meteorologica spagnola segnala inoltre che il Mar Mediterraneo ha raggiunto alla fine di giugno temperature superficiali senza precedenti per il periodo, con valori fino a 2,6 gradi superiori alla media climatica. In alcune aree il mare ha già superato le temperature normalmente registrate nella seconda metà di agosto.

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L'Organizzazione meteorologica mondiale richiama infine l'attenzione sugli effetti del cambiamento climatico nel Pacifico sud-occidentale, dove il riscaldamento degli oceani, l'innalzamento del livello del mare e le ondate di calore marine stanno aumentando i rischi per popolazioni ed ecosistemi. Secondo l'agenzia, il 2025 è stato uno degli anni più critici per gli eventi di caldo estremo e il ritorno del fenomeno El Niño potrebbe aggravare ulteriormente la situazione nei prossimi mesi.

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