Intelligence. Sua Maestà britannica ha gli 007 più potenti d'Europa: l'MI6 domina la classifica. Italia al 15° posto

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Aisha Harrison

A decretarlo è un’indagine del settimanale francese L’Express. Ma per Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence dell’Università della Calabria, il dato va letto con cautela. “Quando l’intelligence - osserva- diventa argomento per leoni da tastiera o terreno di scontro politico, si rischia di perdere di vista la sua funzione reale

Intelligence. Sua Maestà britannica ha gli 007 più potenti d'Europa: l'MI6 domina la classifica. Italia al 15° posto

Dalle pagine dei romanzi di Ian Fleming alle stanze riservate del potere internazionale, il mito di James Bond sembra trovare una conferma nella realtà. Gli 007 di Sua Maestà, quelli del celebre MI6 (Secret Intelligence Service), sono infatti considerati i più efficaci e temuti d’Europa. Non si combatte con missili o carri armati, ma con informazioni, infiltrazioni, fonti segrete e la capacità di anticipare le mosse degli avversari. A decretarlo è un’indagine del settimanale francese L’Express, che per tre mesi ha raccolto le valutazioni di 60 professionisti dell’intelligence provenienti da 25 Paesi occidentali. Gli esperti sono stati chiamati a giudicare capacità operative, influenza e risultati delle principali agenzie europee. Il verdetto è chiaro: sul podio dello spionaggio europeo domina il servizio britannico, con 251 punti, in netto vantaggio rispetto agli altri concorrenti.

Al secondo posto si piazza la Dgse (Direction générale de la Sécurité extérieure), il servizio di intelligence estero francese, con 169 punti. Terzi i servizi segreti olandesi Aivd/Mivd (Algemene Inlichtingen- en Veiligheidsdienst e Militaire Inlichtingen- en Veiligheidsdienst), con 97 punti.  La sorpresa della classifica è l’Ucraina: il suo servizio di intelligence conquista il quarto posto grazie all’esperienza maturata sul campo dopo l’invasione russa del 2022, superando persino la Germania. Il Bnd (Bundesnachrichtendienst), il servizio federale di intelligence tedesco, si ferma infatti alla quinta posizione.

E l'Italia ? I nostri 007 nella graduatoria di L’Express si collocano al quindicesimo posto sulle 21 agenzie prese in considerazione. Ma per Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence dell’Università della Calabria,  il dato va letto con cautela. “Quando l’intelligence - osserva- diventa argomento per leoni da tastiera o terreno di scontro politico, si rischia di perdere di vista la sua funzione reale”. Secondo l'analista, al nostro Paese viene comunque riconosciuta “una grande competenza sull’Africa e in particolare sulla Libia”, un aspetto che, a suo giudizio, non è stato adeguatamente valorizzato nella classifica. Caligiuri sottolinea inoltre un elemento trascurato: mentre Francia, Regno Unito, Germania e altri grandi Paesi europei hanno subito attentati terroristici negli ultimi anni, “nessun attentato del genere ha riguardato il nostro Paese, unico finora indenne tra le grandi nazioni del Vecchio continente”. Per l’esperto, la questione centrale non è dunque il posto occupato in una graduatoria internazionale, ma la necessità di costruire una maggiore consapevolezza collettiva sul ruolo dell’intelligence. “La diffusione della cultura dell’intelligence deve coinvolgere la politica, il mondo economico, le scuole, le università, il sistema dell’informazione e i cittadini”, afferma.

Tornando al servizio britannico, il suo punto di forz, secondo gli esperti interpellati da L’Express, risiede nella capacità di costruire nel tempo una rete di informatori ai massimi livelli del potere e di penetrare gli ambienti politici e militari di Paesi chiave sullo scacchiere internazionale come Russia, Cina, Iran e Turchia. Una strategia fondata sulla pazienza: coltivare una fonte per anni, attendere il momento giusto e trasformare una singola informazione in un vantaggio strategico. Dietro il primato di Londra c’è anche una lunga eredità storica. Gli analisti richiamano il peso dell’esperienza maturata dall’Impero britannico durante il cosiddetto “Grande Gioco”, la rivalità ottocentesca con la Russia zarista per il controllo dell’Asia centrale. Una tradizione che avrebbe contribuito a formare una cultura dell’intelligence basata sulla conoscenza dei territori, sull’infiltrazione e sulla capacità diplomatica. Un ruolo importante avrebbe anche il reclutamento nelle università più prestigiose del Regno Unito: Oxford e Cambridge continuano a rappresentare un bacino privilegiato per selezionare nuove generazioni di analisti e agenti. La guerra in Ucraina ha ulteriormente rafforzato la reputazione britannica. Secondo L’Express, i servizi di Londra sono stati tra i primi a segnalare a Kiev il rischio concreto di un’invasione russa nel febbraio 2022, assumendo un ruolo centrale nella condivisione di informazioni con gli alleati occidentali. Dietro il primato dell’MI6, però, resta forte anche la presenza francese.

La Ddse viene considerata uno dei servizi più completi dell’Europa continentale, grazie alla capacità di unire intelligence umana, tecnologia e operazioni clandestine. Particolarmente apprezzate sono le competenze maturate nella lotta al terrorismo e negli scenari africani e mediorientali. Un settore che porta con sé anche un lato controverso: Parigi ha ammesso negli anni passati l’esistenza di operazioni mirate contro esponenti jihadisti ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. La vera rivelazione della graduatoria resta però l’Ucraina. Dopo l’invasione russa, il suo apparato di intelligence ha acquisito una nuova reputazione internazionale grazie a operazioni di sabotaggio, raccolta di informazioni e azioni contro obiettivi militari russi. Alcuni esperti hanno parlato di una progressiva trasformazione verso un modello più aggressivo, paragonandolo alle tecniche dell’intelligence israeliana. Più prudente il giudizio sulla Germania: il Bnd è apprezzato soprattutto per la solidità delle analisi strategiche e dei dossier, ma meno per la capacità di condurre operazioni sul terreno. A completare la top ten europea figurano Svezia, Norvegia, Estonia, Polonia e Danimarca. In un’epoca in cui i conflitti si combattono sempre più anche nell’ombra, tra cyberattacchi, disinformazione e guerre di intelligence, la classifica di L’Express restituisce un’immagine da romanzo al  mondo degli 007 che continua a essere uno degli strumenti più potenti della politica internazionale. 

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