“Le regolamentazione dell’intelligenza artificiale è essenziale”, ha espressamente detto Altman. Nella logica immaginata dal Ceo di OpenAi le regole dovrebbero non essere, comunque, troppo stringenti e sicuramente confezionate in maniera tale da adeguarsi ai futuri progressi tecnologici. A tal fine Altman si è detto pronto a supportare il legislatore statunitense nel confezionare le norme che dovrebbero tendere ad un equilibrio tra sicurezza e benefici.
L’incontro con Altlaman si inserisce in un percorso iniziato dal Congresso Usa per comprendere al meglio come realizzare un pacchetto di regole tali da gestire la rapida trasformazione dell’AI. Qualche settimana fa sono stati convocati alla Casa bianca gli Ad di Google e Microsoft. Al Congresso sono attesi a stretto giro sono attesi Christina Montgomery, responsabile della privacy di IBM, e Gary Marcus, professore emerito presso l’Università di New York, che fa parte di un gruppo di scienziati che ha esplicitamente invitato le aziende tecnologiche che sviluppano l’Ai a rallentare le loro ricerche per sei mesi così da avere prima un quadro normativo entro cui muoversi.
Un percorso parallelo è stato, nei giorni scorsi, intrapreso anche dal Parlamento europeo che a livello di commissioni ha approvato l’AI act, un pacchetto di norme sulla trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
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