Istat, tasso di disoccupazione stabile al 6,1%

di

Mario Tosetti
Istat, tasso di disoccupazione stabile al 6,1%

Link to Nonostante questo quadro trimestrale positivo, i dati di settembre indicano un calo nel numero di occupati dello 0,3% (-63.000 unità), scendendo a 23,98 milioniNonostante questo quadro trimestrale positivo, i dati di settembre indicano un calo nel numero di occupati dello 0,3% (-63.000 unità), scendendo a 23,98 milioni

istatSecondo l'ultimo rapporto Istat, il tasso di disoccupazione a settembre 2024 è stabile al 6,1%. Tuttavia, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha visto un leggero aumento, salendo al 18,3% con un incremento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente.

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Nel terzo trimestre del 2024, rispetto al secondo, si è osservata una crescita dell'occupazione con un incremento di 84.000 unità (+0,4%). Questo aumento, sottolinea l'Istat, è stato accompagnato da una significativa diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro, sceso dell'8,5% (-147.000 unità), e da una crescita degli inattivi (+1,1%, pari a 138.000 persone), cioè coloro che non cercano attivamente un'occupazione.

Nonostante questo quadro trimestrale positivo, i dati di settembre indicano un calo nel numero di occupati dello 0,3% (-63.000 unità), scendendo a 23,98 milioni. Questa diminuzione riguarda soprattutto i lavoratori dipendenti, sia permanenti che a termine, mentre rispetto allo stesso mese del 2023, gli occupati totali sono comunque aumentati di 301.000 unità, trainati dalla crescita dei dipendenti permanenti (+331.000) e dei lavoratori autonomi (+81.000). I dipendenti a termine, invece, hanno subito una riduzione di 110.000 unità. Su base mensile, il tasso di occupazione è leggermente sceso al 62,1%, registrando una diminuzione di 0,1 punti percentuali.

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Un altro tema legato al lavoro, evidenziato in un recente rapporto dell'INPS, riguarda la disparità salariale tra uomini e donne, con i primi che guadagnano in media il 28% in più delle seconde. Questo dato fa parte di una discussione più ampia sulla necessità di politiche che garantiscano maggiore equità di genere nel mondo del lavoro italiano.

Link to Diminuzione delle Nascite e Scelta dei NomiDiminuzione delle Nascite e Scelta dei Nomi

Parallelamente, un rapporto Istat segnala che il calo delle nascite in Italia continua, riflettendo una tendenza demografica negativa che potrebbe avere implicazioni a lungo termine sul mercato del lavoro. Nonostante ciò, i nomi Leonardo e Sofia restano tra i più scelti dai genitori italiani.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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