Caso FIFA, tutti contro Infantino: la rivolta del calcio mondiale mette in discussione la sua leadership

di

Corinna Pindaro

Gianni Infantino sotto pressione dopo il fallimento del piano per vendere quote dei ricavi commerciali della FIFA. UEFA, federazioni e dirigenti prendono le distanze: la presidenza del calcio mondiale è in bilico

Caso FIFA, tutti contro Infantino: la rivolta del calcio mondiale mette in discussione la sua leadership

La FIFA vive una delle crisi politiche più delicate dell’era recente. Al centro della bufera c’è il presidente Gianni Infantino, finito sotto pressione dopo il fallimento del controverso progetto che avrebbe dovuto modificare profondamente la gestione economica del calcio mondiale.

L’idea, sostenuta dal numero uno della FIFA, prevedeva la creazione di una struttura commerciale attraverso cui aprire agli investitori privati una quota dei ricavi legati alle principali competizioni internazionali, compresi i Mondiali. Un piano dal valore stimato di miliardi di dollari che ha però provocato una reazione durissima da parte di molte componenti del sistema calcistico.

La proposta è stata successivamente ritirata, ma il danno politico sembra ormai fatto: per la prima volta una parte consistente del mondo del calcio internazionale ha messo apertamente in discussione la leadership di Infantino.

Link to UEFA contro Infantino: "Persa la fiducia nella gestione della FIFA"UEFA contro Infantino: "Persa la fiducia nella gestione della FIFA"

La contestazione più pesante è arrivata dall’Europa. La UEFA ha espresso una netta sfiducia nei confronti del presidente FIFA, accusando la governance dell’organizzazione di aver portato avanti un progetto senza sufficiente trasparenza e senza un adeguato coinvolgimento degli organi competenti.

Il piano commerciale ha fatto scattare l’allarme perché avrebbe potuto cambiare gli equilibri economici del calcio mondiale, affidando una parte rilevante della gestione finanziaria dei tornei a soggetti privati.

Dalla confederazione europea è arrivata anche la minaccia di iniziative drastiche, compresa la possibilità di mettere in discussione la partecipazione alle competizioni FIFA qualora il progetto fosse andato avanti.

Una posizione senza precedenti che evidenzia una frattura profonda tra il vertice FIFA e una parte importante del movimento calcistico.

Link to Il progetto bocciato: cosa prevedeva il piano di InfantinoIl progetto bocciato: cosa prevedeva il piano di Infantino

Alla base della crisi c’è il progetto legato alla FIFA Forward Enterprise, una società pensata per valorizzare commercialmente i diritti delle competizioni FIFA attraverso il coinvolgimento di capitali privati.

Secondo le ricostruzioni, il piano prevedeva una valutazione economica nell’ordine delle decine di miliardi di dollari e avrebbe rappresentato una svolta nella gestione finanziaria dell’organizzazione.

Infantino aveva presentato l’iniziativa come un’opportunità per aumentare le risorse disponibili per le federazioni nazionali e sviluppare nuovi investimenti nel calcio mondiale. Ma molti dirigenti hanno visto nella proposta un rischio per l’indipendenza della FIFA e per il controllo collettivo dello sport più seguito al mondo.

Link to Anche gli uomini di Infantino prendono le distanzeAnche gli uomini di Infantino prendono le distanze

La crisi non riguarda soltanto i rapporti con le federazioni esterne. Anche all’interno della FIFA sono emerse crepe significative.

Il segretario generale Mattias Grafström, considerato per anni vicino a Infantino, ha preso le distanze dall’iniziativa e ha espresso preoccupazione per le conseguenze del progetto sull’immagine dell’organizzazione. Anche altri dirigenti hanno scelto di dissociarsi dalla proposta.

Un segnale politicamente pesante, perché mostra come il presidente FIFA non debba più fronteggiare soltanto l’opposizione esterna, ma anche un crescente malcontento interno.

Link to Federazioni divise: cresce il fronte del dissensoFederazioni divise: cresce il fronte del dissenso

La frattura si è allargata rapidamente anche alle federazioni nazionali. Alcune grandi associazioni europee hanno iniziato a ritirare il sostegno politico a Infantino o a mettere in dubbio il proprio appoggio alla sua eventuale ricandidatura.

Tra i Paesi più critici sono emersi Germania, Paesi Bassi e altre federazioni europee, mentre alcune realtà africane e mediorientali continuano invece a sostenere il presidente FIFA, confermando una divisione geografica all’interno dell’organizzazione.

Proprio il consenso costruito negli anni da Infantino tra le federazioni più piccole, grazie a programmi di finanziamento e sviluppo, rappresentava uno dei pilastri della sua leadership. Ora anche quell’equilibrio sembra essere messo alla prova

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News