Vertice europeo su crisi migratoria. Piantefosi, dobbiamo agire come blocco unitario e coeso

I ministri dell’Interno dei 27 si sono riuniti in una sessione straordinaria per affrontare le conseguenze dell’ingresso di massa nell’enclave spagnola in Nord Africa e discutere una risposta comune su frontiere esterne, contrasto ai flussi irregolari e rimpatri. Al centro del confronto anche la decisione dell’Italia di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna

Vertice europeo su crisi migratoria. Piantefosi, dobbiamo agire come blocco unitario e coeso

La crisi migratoria esplosa a Ceuta arriva sul tavolo dell’Unione europea. I ministri dell’Interno dei 27 si sono riuniti in una sessione straordinaria per affrontare le conseguenze dell’ingresso di massa nell’enclave spagnola in Nord Africa e discutere una risposta comune su frontiere esterne, contrasto ai flussi irregolari e rimpatri. Al centro del confronto anche la decisione dell’Italia di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna e ripristinare i controlli alle frontiere marittime e aeree. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che si tratta di una misura “cautelare e organizzativa”, non diretta contro Madrid, ma necessaria “per tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli”.

“Dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare chi non ha diritto a restare sul territorio dell’Unione”, ha detto Piantedosi, chiedendo all’Ue di utilizzare “ogni leva” nei confronti dei Paesi che non collaborano sui rimpatri. Il ministro ha rilanciato inoltre il modello italiano degli hub esterni per la gestione delle procedure di asilo e dei rimpatri in Paesi terzi sicuri, citando l’esperienza avviata con l’Albania come possibile riferimento europeo. Tra le ipotesi sul tavolo figurano nuovi centri in Paesi africani come Ruanda, Uganda e Ghana.

La crisi di Ceuta è iniziata il 30 luglio, quando circa 50 mila persone, in gran parte giovani e minorenni, si sono ammassate sul lato marocchino del confine tentando di entrare nell’enclave spagnola via mare e via terra. La Spagna ha chiesto al Marocco un’indagine sui fatti, ribadendo che “Ceuta e Melilla non si toccano” e che la sovranità territoriale è un principio non negoziabile.

Rabat ha rivendicato il proprio impegno nella gestione dei flussi migratori, affermando di aver fermato negli ultimi due anni circa 160 mila tentativi di migrazione irregolare e di aver investito risorse nel contrasto alle reti criminali. Nel frattempo il governo italiano prepara un decreto per l’assunzione rapida di 500 nuovi agenti destinati ai controlli alle frontiere.

Il vertice europeo si svolge mentre il Mediterraneo registra una nuova tragedia: almeno 17 migranti sono morti nel tentativo di raggiungere le Baleari dopo essere rimasti alla deriva per circa due settimane. Due superstiti sono stati soccorsi al largo di Maiorca in condizioni di grave disidratazione e malnutrizione.

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