Dopo settimane di attesa, Anthony Fauci è comparso davanti alla Commissione Homeland Security del Senato degli Stati Uniti per rispondere alle domande sulla gestione della pandemia di Covid-19 e sulle polemiche legate alle ricerche condotte presso il laboratorio di Wuhan.
L'audizione, richiesta e guidata dal senatore repubblicano Rand Paul, si è trasformata rapidamente in uno dei confronti politici più duri degli ultimi anni. L'ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha infatti scelto di invocare il Quinto Emendamento della Costituzione americana, rifiutandosi di rispondere a oltre cento domande formulate dai senatori.
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Attraverso i propri legali, Fauci ha spiegato di aver deciso di avvalersi del diritto a non auto-incriminarsi sostenendo che l'inchiesta parlamentare rappresenti una persecuzione politica nei suoi confronti.
Lo scienziato ha accusato Rand Paul di portare avanti da anni una campagna personale contro di lui e ha definito l'indagine una «vendetta ossessiva», respingendo tutte le accuse di aver mentito al Congresso o di aver favorito ricerche rischiose sul cosiddetto "gain of function".
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La scelta di non rispondere ha provocato la durissima reazione del presidente della commissione.
Rand Paul ha sostenuto che il ricorso al Quinto Emendamento non impedirà al Senato di proseguire le verifiche e ha annunciato l'intenzione di convocare già la prossima settimana un voto per valutare una possibile dichiarazione di oltraggio al Congresso nei confronti dell'ex consulente sanitario della Casa Bianca.
Secondo il senatore repubblicano, il silenzio di Fauci impedirebbe di fare piena luce sulle decisioni assunte durante la pandemia e sui rapporti tra i National Institutes of Health e alcune ricerche condotte in Cina.
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Uno dei temi emersi durante l'audizione riguarda anche il perdono preventivo concesso a Fauci dall'allora presidente Joe Biden all'inizio del 2025 per eventuali reati federali collegati al periodo della pandemia.
Secondo i repubblicani, quel provvedimento non impedirebbe eventuali contestazioni relative a fatti successivi o a possibili false dichiarazioni rese durante nuove testimonianze davanti al Congresso. I legali di Fauci hanno invece sostenuto che proprio il clima di forte contrapposizione politica abbia reso necessaria la scelta di non rispondere alle domande.
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A oltre sei anni dall'inizio dell'emergenza sanitaria, il confronto sulla gestione del Covid-19 continua a dividere profondamente la politica americana.
Per i repubblicani, l'audizione rappresenta un passaggio fondamentale per accertare eventuali responsabilità nella gestione della pandemia e nella comunicazione delle informazioni scientifiche. I democratici, invece, accusano la maggioranza della commissione di utilizzare Fauci come bersaglio politico e di trasformare un'inchiesta parlamentare in un processo mediatico.
Il caso è destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, quando il Senato dovrà decidere se procedere con ulteriori iniziative nei confronti dell'ex immunologo, mentre il dibattito sulle origini del Covid-19 e sulle scelte compiute durante la pandemia resta uno dei temi più controversi della politica statunitense.
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