Il Consiglio dei ministri ha deciso di proseguire l'iter di attuazione del federalismo fiscale regionale, nonostante la mancata intesa raggiunta nella Conferenza Unificata del 28 luglio. La decisione è stata assunta nella riunione di oggi, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli e del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Con una deliberazione motivata, il governo ha stabilito di proseguire nell'esercizio della delega relativa ai tributi regionali e locali e al federalismo fiscale regionale, sulla base dello schema di decreto legislativo già approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 9 maggio 2025, integrato con le modifiche emerse durante il confronto con le autonomie territoriali.
Palazzo Chigi sottolinea che, nel rispetto del principio di leale collaborazione, sono stati compiuti tutti i passaggi istruttori necessari per raggiungere un accordo. La mancata intesa, evidenzia il governo, è arrivata nonostante l'orientamento favorevole espresso dalla maggioranza delle Regioni.
Tra le motivazioni della scelta pesa anche la scadenza della delega legislativa, fissata al 29 agosto 2026. Secondo l'esecutivo, proseguire il percorso è necessario per completare l'attuazione del federalismo fiscale previsto dall'ordinamento.
Nel corso della stessa riunione il Consiglio dei ministri ha inoltre esaminato tre leggi regionali, deliberando di non impugnarle. Si tratta della legge delle Marche sulle modifiche al funzionamento del Corecom, della legge del Friuli Venezia Giulia in materia di politiche abitative regionali e della legge della Valle d'Aosta relativa ai servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari.
La riunione del Consiglio dei ministri, iniziata alle 13.25 a Palazzo Chigi, si è conclusa alle 13.28.
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