A meno di quattro mesi dalle elezioni di metà mandato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna ad attaccare il sistema elettorale americano, sostenendo che il voto potrebbe essere esposto a frodi e interferenze straniere. In un discorso alla nazione trasmesso dalla Casa Bianca, il presidente ha annunciato l'intenzione di collaborare con le autorità statali per rafforzare la sicurezza delle consultazioni di novembre e rendere pubblici nuovi documenti che, a suo dire, dimostrerebbero le debolezze del sistema.
Trump ha affermato che la Cia avrebbe raccolto informazioni su un presunto tentativo del Venezuela di influenzare le elezioni del 2020 e ha accusato la Cina di aver sottratto illegalmente i dati di circa 220 milioni di elettori americani. Secondo il presidente, Pechino avrebbe cercato di favorire Joe Biden e di ostacolare la sua rielezione, accuse per le quali ha disposto ulteriori indagini.
Nel suo intervento, Trump ha inoltre criticato le macchine utilizzate per il conteggio dei voti, ritenendole vulnerabili agli attacchi informatici, e ha denunciato la presenza nei registri elettorali di centinaia di migliaia di persone prive della cittadinanza americana.
Solo un breve passaggio è stato dedicato alla politica estera e all'economia. Il presidente ha rivendicato i risultati di Wall Street, definendo gli ultimi dati sull'inflazione "i migliori degli ultimi sei anni", e ha accennato agli sviluppi in Iran e Venezuela, sostenendo che gli Stati Uniti stiano ottenendo importanti successi.
Le dichiarazioni hanno però suscitato immediate contestazioni. Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha ribadito che i casi di frode elettorale negli Stati Uniti sono estremamente rari e, quando si verificano, coinvolgono quasi sempre cittadini americani. Anche l'emittente Fox News ha precisato di non essere in grado di verificare le affermazioni del presidente sulle presunte interferenze.
Polemica anche sul fronte mediatico. Trump ha accusato alcune grandi reti televisive, tra cui ABC e NBC, di aver scelto di non trasmettere il suo intervento per ragioni politiche, arrivando a minacciare la revoca delle loro licenze. Il discorso riporta così al centro del dibattito il tema dell'integrità del sistema elettorale statunitense, già al centro delle tensioni seguite alle contestate elezioni presidenziali del 2020.
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