La Corte Suprema Usa boccia il piano Trump sul voto per corrispondenza

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Secondo il giudice distrettuale Carl J. Nichols, il provvedimento "probabilmente eccede l’autorità conferita dal Congresso al Servizio postale"

La Corte Suprema Usa boccia il piano Trump sul voto per corrispondenza

La Corte Suprema statunitense ha bocciato il provvedimento presentato dalla Casa Bianca per modificare le procedure relative all'invio delle schede elettorali per posta in vista delle elezioni di midterm di novembre 2026.

Contrari i giudici conservatori Samuel Alito e Clarence Thomas, mentre il giudice conservatore Brett Kavanaugh ha osservato che, sebbene la proposta di Trump possa risultare legittima nel lungo periodo, "applicare questa norma alle elezioni del 2026 sarebbe arbitrario", poiché "i funzionari elettorali statali e locali non dispongono di tempo sufficiente per attuarla".

Il provvedimento, presentato come una modifica limitata alle procedure postali, avrebbe attribuito al servizio postale statunitense nuovi poteri nella gestione delle schede elettorali inviate per posta, inclusa la possibilità di bloccare interi lotti di corrispondenza in presenza di irregolarità nei dati o nei codici di tracciamento. L'obiettivo dell'amministrazione Trump era quello di rafforzare i controlli e prevenire possibili frodi. 

Stati, gruppi per i diritti di voto e amministratori elettorali avevano però denunciato il rischio di gravi disservizi e di una possibile privazione del diritto di voto su larga scala.

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