L’allarme del Qatar: petrolio verso i 150 dollari e rischio shock per l’economia mondiale

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Redazione
L’allarme del Qatar: petrolio verso i 150 dollari e rischio shock per l’economia mondiale

Link to Il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi avverte: gli attacchi alle infrastrutture potrebbero bloccare le esportazioni di gas e petrolio della regione. Maersk sospende alcune rotte tra Medio Oriente, Europa ed Estremo Oriente.Il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi avverte: gli attacchi alle infrastrutture potrebbero bloccare le esportazioni di gas e petrolio della regione. Maersk sospende alcune rotte tra Medio Oriente, Europa ed Estremo Oriente.

 

Il conflitto potrebbe spingere il prezzo del petrolio fino a 150 dollari al barile e provocare un effetto domino sull’economia mondiale. A lanciare l’allarme è il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, che in un’intervista al Financial Times.  Secondo il ministro, se la guerra dovesse proseguire ancora per alcune settimane, tutti i Paesi esportatori di energia del Golfo potrebbero essere costretti a sospendere la produzione e dichiarare forza maggiore nei contratti di fornitura energetica. Una situazione che rischierebbe di colpire duramente l’approvvigionamento globale di petrolio e gas.

Il Qatar – secondo produttore mondiale di gas naturale liquefatto – è già stato costretto a farlo dopo un attacco con drone attribuito all’Iran contro il grande impianto di GNL di Ras Laffan Industrial City, il principale hub energetico del Paese. Al-Kaabi ha spiegato che, anche se il conflitto terminasse immediatamente, sarebbero comunque necessarie settimane o mesi per riportare le consegne di gas ai livelli normali. I danni alle infrastrutture sono ancora in fase di valutazione e non è chiaro quanto tempo servirà per completare le riparazioni.

L’impatto potrebbe essere rilevante anche per l’Europa. Pur ricevendo solo una quota limitata di gas qatariota, il continente rischia di trovarsi in difficoltà perché i grandi acquirenti asiatici potrebbero offrire prezzi più alti per assicurarsi le forniture disponibili sul mercato internazionale.Il ministro qatariota ha avvertito che la prosecuzione del conflitto potrebbe avere effetti a catena sull’economia mondiale. "Se la guerra continua per qualche settimana – ha dichiarato – la crescita del PIL globale ne risentirà. I prezzi dell’energia aumenteranno per tutti, ci saranno carenze di alcuni prodotti e molte fabbriche potrebbero non essere più in grado di rifornire i mercati".

La crisi potrebbe inoltre rallentare uno dei più ambiziosi progetti energetici del Qatar: l’espansione del gigantesco giacimento di gas North Field, un investimento da circa 30 miliardi di dollari che dovrebbe aumentare la capacità produttiva da 77 a 126 milioni di tonnellate di GNL all’anno entro il 2027. La prima produzione era prevista nel terzo trimestre di quest’anno, ma i lavori potrebbero subire ritardi significativi.Le tensioni nel Golfo stanno già colpendo anche le rotte commerciali. Il gigante danese dello shipping Maersk ha annunciato la sospensione temporanea di due importanti collegamenti marittimi: il servizio FM1, tra Estremo Oriente e Medio Oriente, e il servizio ME11, che collega il Medio Oriente con l’Europa.

La decisione, spiegano dalla compagnia, è stata presa per ragioni di sicurezza, a causa del crescente rischio per le navi nella regione.Se il conflitto dovesse prolungarsi, avvertono gli analisti energetici, il mondo potrebbe trovarsi di fronte a uno dei più gravi shock energetici degli ultimi decenni, con conseguenze dirette sui prezzi dell’energia, sulle catene di approvvigionamento e sulla stabilità economica globale.

 

 

 

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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