Legge elettorale. Il govermo ha posto la fiducia su tre articoli

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Redazione

Votazioni nominali lunedì e mercoledì, scrutinio finale giovedì.

Legge elettorale. Il govermo ha posto la fiducia su tre articoli

II governo ha posto la questione di fiducia sui primi due articoli del testo — le norme sulle preferenze, come modificate al Senato — e sul terzo, che ridisegna i collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Estrema cautela, vista la possibilità di chiedere il voto segreto: la premier, memore dell'affossamento in prima lettura alla Camera, ha più volte avvertito che franchi tiratori tra le file della maggioranza vanifichino il testo, "conseguenze" ci saranno sulla tenuta dell'esecutivo.

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Domani alle 12.10 partono le dichiarazioni di voto sull'articolo 1, con votazione per appello nominale non prima delle 14; seguiranno dichiarazioni e voto nominale sull'articolo 2. Mercoledì, dalle 9, tocca all'articolo 3 (voto nominale non prima delle 10.50), poi fino alle 13.30 si vota l'articolo 8. Dalle 16.15, con eventuale prolungamento notturno, gli odg. Giovedì, dalle 10.30, le dichiarazioni di voto finale in diretta tv, con votazione finale prevista non prima delle 12.30.

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Il sistema è un proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso per la lista più votata, ma solo se supera il 42%. Per scegliere gli eletti, mix di preferenze e capilista bloccati, con indicazione del premier al momento del deposito del contrassegno e un tetto ai seggi di maggioranza (220 deputati e 113 senatori). Soglie di sbarramento invariate rispetto al Rosatellum: 10% per le coalizioni, 3% per le liste — anche se nessuna soglia è richiesta per contribuire alla cifra elettorale nazionale, quella che determina il premio.

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Tra le altre novità: firme minime salite da 1.500 a 6mila per collegio per i non parlamentari (con esenzione per chi ha due gruppi o un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025: il caso di Italia viva e Azione, non di +Europa o FnV); circoscrizione Estero ridotta da 4 a 2 ripartizioni per la Camera e da 4 a una per il Senato; e introductione del voto fuorisede per chi è domiciliato da almeno 9 mesi altrove (3 mesi per cure), possibilità estesa in Senato ai care

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